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Visualizzazione dei post con l'etichetta PEDAGOGIA

Edgard Morin e la complessità

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L'Europa non è un luogo è memoria

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Dalla pedagogia alle scienze dell'educazione

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  Infografica realizzata con supporto AI In primo luogo va ricordato che la riflessione pedagogica si è svolta in un contesto sempre più ampio e articolato rispetto al passato, collocandosi, specie negli ultimi 30-40 anni, all'interno dell'orizzonte delle scienze dell'educazione. Si tratta, detto molto in breve, di un nuovo quadro di riferimento che ha esteso il diritto di cittadinanza in campo educativo ad una pluralità di discipline (psicologia, sociologia, ma anche biologia, igiene, antropologia, metodologia generale, statistica, ecc.) in grado di concorrere con la pedagogia allo svolgersi dei processi educativi. Si è in tal modo consolidata quella linea di tendenza che, prefigurata fin dagli inizi del Novecento nell'ambito della cultura attivistica e sostenuta più recentemente da autori come Mialaret, Debesse, Clausse, De Landsheere, ha contribuito in modo notevole a ridisegnare il ruolo della pedagogia in campo educativo. Verso la fine degli anni '60 fecero l...

🧠 Edgar Morin: il pensatore della complessità

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  Edgar Morin, filosofo e sociologo francese nato nel 1921, è stato uno dei più importanti pensatori contemporanei. La sua recente scomparsa, avvenuta a Parigi il 29 maggio 2026, invita a riflettere ancora una volta sull'attualità del suo pensiero, capace di attraversare ambiti diversi del sapere e di offrire strumenti preziosi per comprendere la complessità del mondo contemporaneo. Il contributo più originale di Morin consiste nell'aver elaborato una concezione transdisciplinare della conoscenza. Egli non ha mai considerato le discipline come compartimenti separati, ma come prospettive diverse da mettere in relazione. Non solo filosofia, sociologia, pedagogia, politica e antropologia, nel pensiero di Morin, dialogano continuamente tra loro, ma tutto il sapere è intrecciato e deve essere compreso attraverso le relazioni che uniscono le diverse dimensioni della realtà. La complessità, infatti, riguarda proprio il legame tra elementi differenti, spesso contraddittori, ma profonda...

CÉLESTIN FREINET: I detti di Matteo. Una moderna pedagogia del buon senso

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  Far lezione dall’alto della cattedra, assegnare compiti, correggere, sorvegliare, interrogare, senza che alcuno fiati, annotare, punire e ricompensare con un buon voto o un santino: questa è la funzione che da sempre è stata assegnata al maestro, e la tradizione ha fatto, di questa funzione, un marchio inumano che si è pericolosamente inserito nei riflessi naturali di chiunque pretende insegnare ai bambini. Certamente questo è un modo di concepire la disciplina e l’educazione. Noi diciamo solamente che essa corrisponde all’immagine ormai sorpassata di una società autocratica dove il maestro comanda a soggetti che ubbidiscono. Questo sistema si pratica ancora nell’esercito o nella polizia […]. Abolite la cattedra, simbolo di questo autoritarismo condannato. Munita di quattro piedi essa diventerà un solido tavolo da lavoro. Scendete al livello dei bambini al fine di partecipare ai loro giochi, di vedere con i loro occhi, di reagire secondo il loro ritmo. […] E rimboccatevi le man...

La proposta pedagogica di Karl Marx

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📚 Paulo Freire e la Pedagogia degli Oppressi | Educazione, dialogo e libertà

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Dal “good-enough mother” al “good-enough teacher”: un ponte tra psicoanalisi e pedagogia

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  Introduzione Negli studi di psicodinamica e nella riflessione pedagogica recente, si sta diffondendo il modello dell’ insegnante sufficientemente buono (Pergola, 2009/2010), che prende ispirazione direttamente dal celebre costrutto di Donald W. Winnicott della madre sufficientemente buona ( good-enough mother ). L’idea centrale è che non serve la perfezione per favorire sviluppo, autonomia e benessere emotivo: occorre piuttosto una figura adulta capace di accompagnare l’individualizzazione, modulando attenzione, supporto e sfida in modo adeguato. In questo testo metterò a confronto i due modelli, per evidenziare similitudini, differenze e possibili implicazioni per l’insegnamento. Madre sufficientemente buona (Winnicott) Donald W. Winnicott descrive la madre sufficientemente buona come colei che inizialmente si adatta quasi completamente ai bisogni del neonato, fornendo un ambiente contenente e sicuro. Con il tempo, però, diminuisce gradualmente questa completa adattività, ...

Steiner e l'antroposofia

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L'antroposofia è una corrente di pensiero spirituale fondata all'inizio del XX secolo da Rudolf Steiner. Si presenta come una “scienza spirituale” che cerca di comprendere l'essere umano e il mondo non solo attraverso i metodi tradizionali della scienza materiale, ma anche indagando i fenomeni spirituali e immateriali che trascendono l'esperienza sensoriale ordinaria. Si basa su una visione antimaterialista e non determinista della realtà, che pone l'accento sulla dimensione spirituale dell'uomo. Steiner ha sviluppato un sistema che integra aspetti filosofici, scientifici, artistici e pratici, con l'obiettivo di favorire la crescita interiore e la conoscenza di sé. Questo approccio comprende anche una pedagogia, la Pedagogia Waldorf , che mira a educare il bambino rispettando le sue fasi di sviluppo e le sue necessità individuali in modo armonico e integrale. In sintesi, l'antroposofia cerca di approfondire la natura dell'uomo e del cosmo consid...

Per lo sviluppo del pensiero creativo e la formazione dei talenti attraverso l’educazione all’immagine e ai linguaggi artistici

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 Le abilità divergenti costituiscono quindi un ingrediente fondamentale del pensiero già messo in luce nei soggetti capaci di sfuggire alla cosiddetta “fissità funzionale” secondo Dunker (1945), in quanto idonei a discostarsi fortemente dai modi abituali di percepire e d’immaginare singoli oggetti, scoprendo in essi altri ruoli, estremamente inusuali. Pertanto si ritiene che la valutazione delle capacità d’immaginare e rappresentare concretamente l’inusuale, il bizzarro, ciò che contraddice schemi consolidati o se ne discosta nell’ambito di prove grafiche, verbali, motorie, ecc. debba considerarsi una modalità valida per la valutazione delle attitudini creative. Considerando l’importanza assunta nella letteratura psicologica e pedagogica dal tema della creatività, Calvi (1965) nel suo Test “Espressioni” seguì procedure psicopedagogiche complesse ed utilizza tre strumenti psicometrici intendendo assegnare allo strumento il compito di individuare la percentuale di individui creativi ...

Educare all’Alterità: Ermeneutica, Cura e Ospitalità nel Pensiero Contemporaneo

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  Che cosa significa educare oggi? In un’epoca segnata da muri, polarizzazioni e incomprensioni, possiamo ancora pensare all’educazione come apertura, ascolto, incontro? Il nuovo saggio "Educare all’Alterità: Ermeneutica, Cura e Ospitalità nel Pensiero Contemporaneo" prova a rispondere a questa domanda ripercorrendo il pensiero di autori come Gadamer, Ricoeur, Derrida e Cambi, e ponendo al centro un’idea potente: educare è prima di tutto interpretare, mettersi in discussione, entrare in relazione con l’altro senza annullarlo. Attraverso due percorsi – l’uno filosofico-pedagogico, l’altro dedicato all’etica dell’ospitalità nel pensiero di Derrida – il testo propone una visione dell’insegnamento non come semplice trasmissione di contenuti, ma come esperienza ermeneutica e responsabilità etica . 🔍 Una lettura utile per: chi lavora nel mondo dell’educazione e vuole ritrovare un senso profondo al proprio agire; chi ama la filosofia e cerca testi che parlano anche alla ...

I detti di Matteo. Una moderna pedagogia del buon senso

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  Far lezione dall'alto della cattedra, assegnare compiti, correggere, sorvegliare, interrogare, senza che alcuno fiati, annotare, punire e ricompensare con un buon voto o un santino: questa è la funzione che da sempre è stata assegnata al maestro, e la tradizione ha fatto, di questa funzione, un marchio inumano che si è pericolosamente inserito nei 5 riflessi naturali di chiunque pretende insegnare ai bambini. Certamente questo è un modo di concepire la disciplina e l'educazione. Noi diciamo solamente che essa corrisponde all'immagine ormai sorpassata di una società autocratica dove il maestro comanda a soggetti che ubbidiscono. Questo sistema si pratica ancora nell'esercito o nella polizia [...].  Abolite la cattedra, simbolo di questo autoritarismo condannato. Munita di quattro piedi essa diventerà un solido tavolo da lavoro. Scendete al livello dei bambini al fine di partecipare ai loro giochi, di vedere con i loro occhi, di reagire secondo il loro ritmo. [...] Così...

IL CAPITALE CULTURALE

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J. Locke: il pensiero educativo

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Non preoccupatevi per quei difetti che sapete saranno corretti dall'età: perciò la mancanza di cortesia di modi nel comportamento dei fanciulli, quando non manchi la cortesia nell'anima (questa dovete cercare di instillare in loro al più presto), dovrebbe constituire l'ultima cura dei genitori, finché i figli sono giovani. Se il loro animo sensibile è, verso i genitori e i maestri, pieno di quella venerazione che consiste ne ll'amore, nella stima e nel timore di recar loro dispiacere, ed è ricco di rispetto e di benevolenza verso tutti; questo rispetto stesso insegnerà loro ad esprimersi secondo quei modi che avranno osservato essere eglio graditi. J. Locke, Il pensiero educativo , a cura di D. Orlando, La Scuola

Don Lorenzo Milani

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K. R. Popper: cattiva maestra televisione

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Institutio principis christiani

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 Il buon principe non intraprenderà mai, per nessuna ragione una guerra se non quando, dopo aver tentato tutto, vedrà che non si può evitare in nessun modo. [...] Ponga mente infine a quanto sia desiderabile, onorevole, salutare la pace e, al contrario, quanto la guerra sia calamitosa e sciagurata, e quale schiera di ogni male tragga seco, anche se si tratta di una guerra assolutamente giusta, ammesso che si possa definire giusta una guerra. Alla fine, messe da parte le sue passioni, nel prendere una decisione usi la ragione per calcolare quanto in realtà verrà a costare il conflitto, se ciò che si vuole ottenere abbia tanto valore, anche se è certa la vittoria che non sempre favorisce la causa migliore. Erasmo da Rotterdam  Institutio principis christiani

Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister di Johann Wolfgang von Goethe

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Le potenzialità educative del gioco. Brano tratto da Lettere sull'educazione estetica dell'uomo di Schiller

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  Ma che significa un “semplice gioco”, se noi sappiamo che fra tutte le condizioni dell’uomo proprio il gioco e “solo” il gioco lo rende compiuto e sviluppa contemporaneamente la sua duplice natura? […] Non si sbaglierà mai, se si cercherà l’ideale della bellezza di un uomo sulla stessa via per la quale egli soddisfa il suo istinto del gioco. Se le popolazioni greche si dilettavano nei giochi olimpici delle incruente lotte della forza, di velocità, di agilità e delle più nobili gare degli ingegni; e se il popolo romano godeva dell’agonia di un gladiatore vinto o del suo libico avversario, da questo solo tratto ci diviene comprensibile perché noi dobbiamo cercare le figure ideali di una Venere, di una Giunone, di un Apollo, non già a Roma, ma in Grecia. Ora però la ragione dice: il bello non dev’essere pura vita, né pura forma, ma forma vivente, cioè bellezza, poiché essa detta all’uomo la doppia legge dell’assoluta formalità e dell’assoluta realtà. Di conseguenza dice ancora: l’uo...

G. Pestalozzi: Leonardo e Gertrude

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All'infuori dell'insegnamento dei suoni e delle semplici parole che ne derivano, Gertrude non pronunciava nessuna parola dinanzi ai figli con la pura ed unilaterale intenzione di insegnar a parlare, ancor meno con l'intenzione di far acquistare loro delle cognizioni, insegnando loro a parlare; e non si preoccupava affatto di insegnare loro il nome degli oggetti, che essi già conoscevano, come vera e propria materia di studio e di farglieli pervenire alle loro orecchie. Ella parlava con i figlioli sopra gli oggetti da loro conosciuti solo ed esclusivamente per contribuire a far loro conoscere, anche per mezzo del linguaggio, il fatto della vita, le impressioni prodotte dalle intuizioni e le conseguenze delle loro esperienze nei riguardi di questi oggetti secondo i loro rapporti con essi. [...] Ogni parola che essa pronunciava con il suo bambino era in intimo nesso con la verità della sua vita e del suo ambiente e sotto questo riguardo erano lo spirito e la vita stessi....