Il testo riportato è tratto dalle dispense dell'ultimo corso di Filosofia teoretica tenuto da Pantaleo Carabellese (Molfetta 1877 – Roma 1948) all'Università di Roma nell'anno accademico 1947/48. Considerata un vero e proprio "testamento filosofico" dell'autore, l'opera rappresenta il culmine della speculazione di uno dei maggiori pensatori italiani della prima metà del Novecento, paragonabile per statura a figure come Benedetto Croce e Giovanni Gentile. In questo scritto, superata la celebre e costante polemica contro il neohegelismo italiano, Carabellese si misura direttamente con i grandi della metafisica — da Parmenide a Kant e Hegel — per elevarsi ai problemi fondanti della filosofia. Citazione Dunque proprio soltanto con togliere l'arbitraria separazione gnoseologistica di me che conosco (e perciò non avrei essere!) dalle cose che conosco (e perciò in quanto conosciute e non conoscenti avrebbero essere!) e con l'importare quindi anche me c...