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J. Locke: il pensiero educativo

Non preoccupatevi per quei difetti che sapete saranno corretti dall'età: perciò la mancanza di cortesia di modi nel comportamento dei fanciulli, quando non manchi la cortesia nell'anima (questa dovete cercare di instillare in loro al più presto), dovrebbe constituire l'ultima cura dei genitori, finché i figli sono giovani. Se il loro animo sensibile è, verso i genitori e i maestri, pieno di quella venerazione che consiste ne ll'amore, nella stima e nel timore di recar loro dispiacere, ed è ricco di rispetto e di benevolenza verso tutti; questo rispetto stesso insegnerà loro ad esprimersi secondo quei modi che avranno osservato essere eglio graditi. J. Locke, Il pensiero educativo , a cura di D. Orlando, La Scuola

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   ... c'è dentro me non so che spirito divino e demoniaco; quello appunto di cui anche Melèto, scherzandoci sopra, scrisse nell'atto di accusa. Ed è come una voce che io ho in me fino da fanciullo; la quale, ogni volta che mi si fa sentire, sempre mi dissuade da qualcosa che io sto per fare, e non mi persuade mai. È questa che mi vieta di occuparmi di cose dello Stato; e mi pare faccia ottimamente a vietarmelo. Voi lo sapete bene, o ateniesi: che se da un pezzo io mi fossi messo a occuparmi degli affari dello Stato, da un pezzo anche sarei morto e non avrei fatto nessuna cosa utile né a voi né a me. E voi non sdegnatevi quando parlo così: è la verità. Non c'è uomo che possa salvarsi quando si opponga sinceramente non dico a voi ma a una qualunque altra moltitudine, e cerchi di impedire che troppe volte nella città si commettano ingiustizie  e si trasgredisca la legge; e anzi è necessario che chi davvero combatte in difesa del giusto, se voglia scampare dalla morte anche pe

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