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Visualizzazione dei post da novembre, 2007

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SONNET XC

Then hate me when thou wilt, if ever, now, Now while the world is bent my deeds to cross, Join with the spite of fortune, make me bow, And do not drop in for an after-loss: Ah, do not, when my heart has scap'd this sorrow, Come in the rearward of a conquer'd woe, Give not a windy night a rainy morrow, To linger out a purpos'd overthrow. If thou wilt leave me, do not leave me last, When other petty griefs have done their spite, But in the onset come, so shall I taste At first the very worst of fortune's might, And other strains of woe, which now seem woe, Compar'd with the loss of thee will not seem so. Shakespeare

SOCRATE E LA POLITICA

"La sua reiterata affermazione di non essersi mai occupato degli affari dello Stato, ma di voler vivere da privato cittadino, poggia sulla costatazione che non è possibile operare da uomo giusto e virtuoso se ci si occupa di politica. Gli affari dello stato sono in mano a persone incompetenti e ignoranti, come egli rileva non senza ironia, quando, riferendo dell'interrogatorio agli uomini politici, allude chiaramente alla classe politica attuale. Gli uomini politici quindi posseggono una presunta sapienza e sono privi invece di quella competenza tecnica e morale insieme, necessaria al buon andamento dello Stato.........un esperto della vera arte politica è destinato all'insuccesso, perchè la persuasione nei tribunali può essere ottenuta soltanto mediante l'arte retorica che si fonda su discorsi seducenti, adulatori, ma non veri." A. M. Ioppolo Introduzione a Apologia di Socrate

LA TRAVIATA

VIOLETTA E' strano! e' strano! in core Scolpiti ho quegli accenti! Sari'a per me sventura un serio amore? Che risolvi, o turbata anima mia? Null'uomo ancora t'accendeva O gioia Ch'io non conobbi, essere amata amando! E sdegnarla poss'io Per l'aride follie del viver mio? Ah, fors'e' lui che l'anima Solinga ne' tumulti Godea sovente pingere De' suoi colori occulti! Lui che modesto e vigile All'egre soglie ascese, E nuova febbre accese, Destandomi all'amor. A quell'amor ch'e' palpito Dell'universo intero, Misterioso, altero, Croce e delizia al cor. A me fanciulla, un candido E trepido desire Questi effigio' dolcissimo Signor dell'avvenire, Quando ne' cieli il raggio Di sua belta' vedea, E tutta me pascea Di quel divino error. Senti'a che amore e' palpito Dell'universo intero, Misterioso, altero, Croce e delizia al cor