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Storia del pensiero cinese

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  Nell’opera attribuita ad un discepolo di Xunzi, il Maestro Han Fei, morto nel 233 a.C. (Han Feizi), troviamo l’identificazione di tale legge con l’ordine universale, Dao. Partendo dal presupposto che l’universo non condivide i sentimenti dell’uomo (la clemenza e la generosità), e che l’uomo d’altra parte è condizionato dai suoi istinti, egli affermava che la legge corrisponde all’ordine naturale in quanto asseconda le tendenze di attrazione e repulsione dell’uomo indirizzandolo con le ricompense e scoraggiandolo con le pene. Essa sola può garantire quindi la riconciliazione fra natura e civiltà, fra individuo e società: la spontaneità e automaticità del suo funzionamento non dipende dalla moralità della natura umana, ma dal funzionamento della legge che si serve degli istinti umani; proprio grazie alle loro passioni e ai loro istinti, gli uomini possono essere governati in una società ordinata. Come per il principio daoista del «non-agitarsi» (wuwei), gli uomini politici non nece...

Hair (1/10) Movie CLIP - Aquarius (1979) HD

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Rare Footage Of Marilyn Monroe Entertaining The Troops On Stage In Korea...

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Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister di Johann Wolfgang von Goethe

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Protagora

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Le potenzialità educative del gioco. Brano tratto da Lettere sull'educazione estetica dell'uomo di Schiller

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  Ma che significa un “semplice gioco”, se noi sappiamo che fra tutte le condizioni dell’uomo proprio il gioco e “solo” il gioco lo rende compiuto e sviluppa contemporaneamente la sua duplice natura? […] Non si sbaglierà mai, se si cercherà l’ideale della bellezza di un uomo sulla stessa via per la quale egli soddisfa il suo istinto del gioco. Se le popolazioni greche si dilettavano nei giochi olimpici delle incruente lotte della forza, di velocità, di agilità e delle più nobili gare degli ingegni; e se il popolo romano godeva dell’agonia di un gladiatore vinto o del suo libico avversario, da questo solo tratto ci diviene comprensibile perché noi dobbiamo cercare le figure ideali di una Venere, di una Giunone, di un Apollo, non già a Roma, ma in Grecia. Ora però la ragione dice: il bello non dev’essere pura vita, né pura forma, ma forma vivente, cioè bellezza, poiché essa detta all’uomo la doppia legge dell’assoluta formalità e dell’assoluta realtà. Di conseguenza dice ancora: l’uo...

Citazione: Chiara Corona Le nostre intuizioni morali sono in pericolo?

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La corrente di pensiero che si occupa di difendere le nostre credenze morali a partire dalle intuizioni è l'ormai classico intuizionismo morale. Una delle caratteristiche peculiari dell'intuizionismo morale è proprio la sua epistemologia.  Seguendo Price l'intuizione puo essere distinta dalle altre forme di conoscenza (come la deduzione o la coscienza immediata) in quanto è apprendimento immediato tramite comprensione ovvero la modalità in cui, senza la mediazione di alcun processo di ragionamento, ci si rivelerebbero verità auto-evidenti e idee generali e astratte. Sebbene ci siano varie declinazioni dell'intuizionismo nell'ambito dell'epistemologia morale, tale corrente  di pensiero viene utilizzata sostanzialmente per contrastare il regresso scettico.  Grossomodo, in epistemologia, diciamo che un soggetto S è giustificato a credere una certa proposizione p solo se S ha una buona ragione per credere che p. Avere una buona ragione per essere giustificati episte...