Nietzsche avrebbe voluto una Russia minacciosa per far armare l'Europa?
I passi tratti da Al di là del bene e del male mostrano con particolare forza come Nietzsche leggesse la storia europea come un grande campo di tensioni tra volontà, potere e trasformazione. Nel brano, egli descrive un’Europa debole, frammentata, dominata dalla “piccola politica” e priva di una volontà comune; al contrario, individua nella Russia dell’epoca un immenso serbatoio di energia politica e di volontà, capace – almeno potenzialmente – di costringere l’Europa a un confronto decisivo. Sebbene Nietzsche non possa essere letto come un profeta degli eventi contemporanei, è suggestivo osservare come alcuni temi da lui evocati sembrino risuonare nel presente: la crescente sensazione di insicurezza, il ritorno della logica dei blocchi, il progressivo abbandono dell’idea che la pace sia l’orizzonte naturale dell’Europa e il riaffermarsi della cultura del riarmo come risposta alle tensioni globali. Da questo punto di vista, si potrebbe dire che Nietzsche avrebbe riconosciuto in tali dinamiche proprio quel “risveglio della volontà” di cui lamentava l’assenza nel suo tempo.
"La forza di volere, e di volere, in verità, a lungo una volontà, è già un po’ più accentuata in Germania, e al nord ancor più che al centro; notevolmente più vigorosa in Inghilterra, Spagna e Corsica, connessa, laggiù, alla flemma, quaggiù, invece, a teste dure – per non parlare dell’Italia, che è troppo giovane per sapere già quel che vuole, e che deve prima dimostrare se sa volere –, ma è assolutamente inevitabile e sorprendente in quell’immenso imperio intermedio in cui, per così dire, l’Europa rifluisce verso l’Asia, in Russia. Qui da gran tempo la forza del volere si è raccolta e accumulata, qui la volontà attende – chissà se come volontà di negazione o d’affermazione – minacciosamente il momento in cui verrà scatenata, per mutuare dai fisici contemporanei il loro termine preferito. Non soltanto potranno rendersi necessarie guerre in India e complicazioni in Asia, affinché l’Europa venga liberata dal peso del suo più grande pericolo, ma occorreranno rovesci interni, lo smembramento dell’Impero in piccoli corpi e soprattutto l’introduzione dell’imbecillità parlamentare, compreso l’obbligo per ognuno di leggere a colazione il proprio giornale. Non dico questo a spicciolo: a me starebbe invece a cuore l’opposto – cioè un tale aumento di minacciosità della Russia, da far sì che l’Europa si sentisse costretta a decidere di divenire anch’essa egualmente minacciosa, di acquisire, cioè, una volontà unica, mercé l’intervento di una nuova casta dominante sopra l’Europa, di una durevole, tremenda volontà propria, in grado di proporsi mete al di là dei millenni – affinché finalmente la commedia, protrattasi anche troppo, della sua congerie di staterelli nonché la molteplicità dei suoi velleitarismi dinastici e democratici giunga infine a un epilogo. È passato il tempo della piccola politica: già il prossimo secolo porterà con sé la lotta per il dominio della terra – la costrizione alla grande politica.
[…]"
F. Nietzsche, Al di là del bene e del male, Adelphi, Milano, 1999
Commenti