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M. Martini L’opera di Franz Brentano sulla conoscenza morale e il suo influsso in Italia

Brentano afferma che il concetto del bene è sì ricavato per astrazione da un’esperienza; ma, egli aggiunge, si tratta dell’esperienza (della coscienza, che è autocoscienza) di un nostro sentire. Il che significa – ecco la novità, rispetto a quanto già sappiamo – che l’esperienza non è diretta esperienza di un preteso contenuto obiettivo consistente nella qualità “bene”. Un tal tipo si esperienza coglierebbe solo un bene singolo, l’esser buono di qualcosa in particolare, e non sarebbe possibile dire, su questa base, che tutto un certo tipo di atti è buono.

L’esperienza, invece, è esperienza del sentimento di ciò che è buono; ora, questo sentimento si riferisce ad un concetto (che coglie l’universale), esso è relativo ad un determinato tipo di attività (e non solo ad una singola attività, anche se noi cogliamo inizialmente solo individui, ed i concetti li formiamo per astrazione).

Il sentimento del bene, quindi, è un sentimento che coglie in un singolo atto la bontà di tutto un tipo di atti, dei quali quel singolo è individuazione. Con questo discorso – è appena il caso di rilevarlo – si viene insieme a sottolineare che il bene è universale.

Da quanto abbiamo esposto, risulta, se vogliamo riassumere in una formula la posizione di Brentano, che questa ultima può essere definita intuizionistica (di un intuizionismo tipico, fondato sulla capacità rivelativa del bene propria di un sentimento), ma non empiristica: l’empirismo non potrebbe certo concedere che si colga immediatamente il valore, visto nella sua universalità.

M. Martini L’opera di Franz Brentano sulla conoscenza morale e il suo influsso in Italia

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EPILOGO

Egregi spettatori, or non siate scontenti.
Forse v’aspettavate che finisse altrimenti.
Una leggenda d’oro avevamo inventata,
ma poi, strada facendo, in male s’è cambiata.
E sgomenti vediamo a sipario caduto
Che qualunque problema è rimasto insoluto.
Per di più, siete in diritto di dirci:
«Volete che veniamo? Dovete divertirci!»
Inutile inseguire pretesti e schermi vani:
siam falliti se non battete le mani!
Forse che la paura ha spento l’inventiva?
Si è già visto altre volte. Ma un’altra via d’uscita neanche i vostri soldi han saputo ispirarla.
Deve cambiare l’uomo? O il mondo va rifatto?
Ci voglion altri Dei? O nessun Dio affatto?
Siamo annientati, a terra, e non solo per burla!
Né v’è modo d’uscir dalla distretta
se non che voi pensiate sin da stasera stessa
come a un’anima buona si può dare aiuto,
perché alla fine il giusto non sia sempre battuto.
Presto, pensate come ciò sia attuabile!
Una fine migliore ci vuole, è indispensabile!
B. Brecht L’anima buona del Sezuam

CANTO DEL GALLO DEL POSITIVISMO

Storia di un errore
1. Il modo vero, attingibile dal saggio, dal pio, dal virtuoso, - egli vive in esso, lui stesso è questo mondo.
(La forma più antica dell’idea, relativamente intelligente, semplice, persuasiva. Trascrizione della tesi “Io, Platone, sono , la verità”).
2. Il mondo vero, per il momento inattingibile, ma promesso al saggio, al pio, al virtuoso (“al peccatore che fa penitenza”).
(Progresso dell’idea: essa diventa più sottile, più capziosa, più inafferrabile – diventa donna, si cristallizza..).
3. Il mondo vero, inattingibile, indimostrabile, impromettibile, ma già in quanto pensato una consolazione, un obbligo, un imperativo.
(In fondo l’antico sole, ma attraverso nebbia e scetticismo; l’idea sublimata,pallida, nordica, königsbergica).
4. Il mondo vero – inattingibile? Comunque non raggiunto. E in quanto non raggiunto, anche sconosciuto. Di conseguenza neppure consolante, salvifico, vincolante: a che ci potrebbe vincolare qualcosa di sconosciuto?...
(Grigio mattino. Primo sbad…

CIAO CUGINO!

anche se, non lo so'
non vorrei, ma pero'
no, non credo proprio che sia cosi
'sarebbe comodo si'
ma io non sono come te
anche se, dove andro'
non sarei, o non saro'
no, questo e' un amore grande si
'vuoi che ti dica cosi'
ma io non sono come te
ciao,
sai cosa ti dico ciao
io posso stare senza te
senza piu' tanti se'
senza tanti ma perche'
senza un amore cosi'
io posso stare si...
ciao,
sai cosa vuol dire ciao
vuol dire un altra come te
e mai piu' tanti se
e mai piu' nessun perche'
ci si illude ancora sioh,
questo e' un amore grande si
vuoi che ti dica cosi'
ma io non sono come te
ciao,
in fondo basta dire che gia'
io sto' meglio senza te
senza piu' tanti se'
senza tanti ma perche'
senza un amore cosi'
io posso fare si...ciao,
sai cosa vuol dire ciao
vuol dire un'altra come te
e mai piu' tanti se'
e mai piu' nessun perche'
senza un amore cosi' io posso stare si...
ci…