Passa ai contenuti principali

VISUALIZZAZIONI BLOG

IPERIONE


Nella vita ci sono grandi ore. Noi leviamo gli occhi verso di esse come verso le colossali figure del futuro e dell’antichità. Combattiamo con esse una magnifica lotta e, se noi vi sappiamo far fronte, esse diventano nostre sorelle e non ci abbandonano.
Sedevamo un giorno insieme sul nostro monte, su di una pietra dell’antica città di quest’isola e parlavamo di come qui il leonino Demostene avesse trovato la sua fine, come egli qui, con una sacra morte da lui stesso scelta, si fosse aperta la via alla libertà dalle catene e dai pugnali macedoni. “Quello spirito superiore”, esclamò uno, “abbandonò il mondo quasi scherzando.” “Perché no,” dissi, “non aveva più nulla da cercare qui. Atene era diventata la sgualdrina di Alessandro e il mondo, come un cervo, era inseguito a morte dal grande cacciatore”.
“O Atene”, esclamò Diotima, “più di una volta ho pianto spingendo lo sguardo laggiù e quando, dall’azzurra penombra, mi si levava innanzi il tempio di Giove olimpico!”
“Quanto è lontano di qua?” domandai.
“Una giornata di viaggio, forse,” rispose Diotima.
“Una giornata di viaggio,” esclamai, “e io non sono ancora stato colà. Vi dobbiamo andare subito e insieme.”
“Benissimo,” esclamò Diotima, “domani avremo un mare calmo e tutta la natura è ancora nel suo pieno, verde rigoglio”.
Per un tale pellegrinaggio, sono necessari il sole e la vita della terra immortale.
Hölderlin Iperione
Posta un commento

Post popolari in questo blog

LA DONNA ETRUSCA

Le donne etrusche non soltanto godevano di maggior libertà delle romane nella vita privata, ma esercitavano nella società civile un ruolo preponderante, al quale le matrone della Roma antica non potevano aspirare, malgrado l'autorità ben meritata per le loro virtù. Ciò risulta in modo perspicuo dal personaggio Tanaquilla, quale Tito Livio lo descrisse non senza stupore, e nella parte assunta da questa donna straordinaria nell'elevazione del marito Tarquinio Prisco, a re di Roma.[...] Non c'era alcunché di più solenne e nel medesimo tempo di più normale dell'arrivo di questa famigliola di ricchi emigranti, il futuro Tarquinio e la moglie Tanaquilla, quando su un carro [...] sul quale erano accatastati i loro  mobili, giunsero un giorno in vista di Roma. Dopo aver viaggiato lungo quella che sarebbe stata la via Aurelia, dalla sommità del Gianicolo, i due coniugi scoprirono. distesa in un'ansa del Tevere, una Roma primitiva, con le sue capanne di contadini e di pasto…

LABIRINTO DELLA MASONE DI FRANCO MARIA RICCI

Labirinto, collezione privata e mostra di Carlo Mattioli

La più amata

In un angolo del giardino, dove ti sei messa di tua iniziativa, nessuno ti ha confinata. Non sei migliore, non hai sofferto più del resto dell'umanità, sei in questo giardino  come gli altri genitori a guardare il prestigiatore mago che si toglie il cilindro e oplà, bambine e bambini, ora tira fuori il coniglio, come è successo alle altre feste, come tutti i prestigiatori, un bel coniglietto bianco.  Invece no perché questo è il mago eclettico, il mago che sorprende, il mago che restituirà l'incanto ai nostri figli, e oplà, lui dal cilindro tira fuori una gallina. Gallina bianca.

T. Ciabatti, La più amata, Mondadori