Passa ai contenuti principali

VISUALIZZAZIONI BLOG

CARL ROGERS


Il cambiamento nel modello di Carl Rogers

L’assunto di base della «teoria centrata sul cliente» asserisce che se il terapeuta riesce a comunicare genuinità, empatia, stima positiva e incondizionata, allora il paziente reagirà con cambiamenti costruttivi dell’organizzazione della sua personalità.
Nel 1957 Rogers scrisse un interessante articolo dal titolo «Le condizioni necessarie e sufficienti per un cambiamento terapeutico della personalità». Alcune di queste condizioni pervengono al terapeuta e consistono per l’appunto nell’offerta di comprensione, di stima e di congruenza, intesa come capacità di non negare a se stesso in quanto terapeuta i sentimenti esperiti, e di «accettare qualunque sentimento persistente che esista nella relazione» senza «nascondersi dietro la maschera della professionalità» (Rogers 1957).
Altre condizioni sono di pertinenza del cliente, nel senso che quest’ultimo deve sperimentare ansia, vulnerabilità, incongruenza.
Sulla base dei concetti principali formulati da Rogers circa il funzionamento e la crescita della persona quando essa viene veramente (l’avverbio è di Rogers) ascoltata e rispettata, sono state condotte numerose ricerche dirette, innanzitutto, a mostrare come il cambiamento (movimento) si rifletta nei contenuti verbali prodotti dal cliente durante gli incontri.

È stato osservato che, sebbene l’individuo in un primo momento sia portato a parlare dei suoi problemi e dei suoi sintomi per la maggioranza del tempo, con il progredire della terapia questo tipo di argomento tende ad essere sostituito da considerazioni ricche di insight che rivelano una certa comprensione delle relazioni fra comportamenti passati e attuali e fra i comportamenti attuali stessi. (Rogers, 1951)

Vi sarebbe, in altre parole, un movimento che porta da un iniziale persistente, ripetitiva autocentratura a un interesse per i rapporti tra ciò che è attuale e ciò che è passato. Il presente verrebbe gradualmente non già e non più come qualcosa di fisso, di rigido, in un certo senso immutabile, ma – grazie ad una maggiore consapevolezza – come qualcosa di dinamico, che può evolvere, cambiare in funzione di una presa di coscienza delle relazioni esistenti tra un comportamento attuale e un altro. Non solo, ma da un’esplorazione, ora possibile, dei sentimenti e degli atteggiamenti riguardanti aree problematiche, si passerebbe a un cambiamento nell’insight e nella comprensione di sé e successivamente, a un’analisi del comportamento modificato dagli insight stessi.
Sempre nell’area dei contenuti dei discorsi dei clienti, significativi cambiamenti sono stati registrati da iniziali sentimenti negativi a successivi sentimenti positivi. Specificamente il cambiamento avverrebbe dai sintomi e dall’ambiente (inclusi gli altri) al Sé: che tipo di persona sono? Quali sono i miei veri sentimenti? Quale è il mio vero Sé?
Il concetto di Sé, o struttura del Sé, è definito da Rogers «come una configurazione organizzata delle percezioni del Sé accessibile alla coscienza» (ibidem). Ebbene, il cambiamento o movimento si esprimerebbe in un numero di riferimenti positivi al proprio Sé quantitativamente rilevante nel confronto tra l’inizio e la fine della terapia.
In La terapia centrata sul cliente, il cambiamento è considerato, forse un po’ utopisticamente, come «un’evoluzione interiore e profonda nella struttura personale dell’individuo» verso uno stadio di maggiore integrazione, di minore conflittualità, di maggiore disponibilità di energie per una vita produttiva. Nel medesimo scritto Rogers aggiunge: «Probabilmente il cambiamento più radicale è quello che riguarda il modo di percepire se stessi» come persone più adeguate, che hanno più valore e sono più capaci di affrontare la vita. In modo non dissimile, parlando del cambiamento individuale conseguente ad una terapia psicoanalitica ben condotta, Kohut ne individua i caratteri essenziali nella maggiore empatia verso di sé e verso l’altro, nell’umorismo, nella creatività e in una certa quota di saggezza personale. Per Rogers il cambiamento nell’autopercezione si accompagnerebbe a una progressiva differenziazione nel campo percettivo del cliente e al sostituirsi di simboli sbagliati e generalizzati con simboli più adeguati, precisi e differenziati.
Silvio Stella Psicologia Dinamica

Commenti

Post popolari in questo blog

I SIMBOLI SESSUALI NEI SOGNI INDIVIDUATI DA FREUD

Benché lo studio dei simboli del sogno non sia affatto completo, siamo in grado di esporre con certezza delle affermazioni generali e delle informazioni particolari sull'argomento. Ci sono simboli che hanno un significato unico quasi universalmente: così l'imperatore o l'imperatrice (il re o la regina), rappresentano i genitori, le stanze rappresentano le donne e le loro entrate e uscite gli orifizi del corpo. La maggior parte dei simboli del sogno serve a rappresentare persone, parti del corpo e attività di interesse erotico; in particolare i genitali sono rappresentati da numerosi simboli spesso sorprendenti, e la più grande varietà di oggetti serve ad indicarli simbolicamente. Armi appuntite, oggetti lunghi e rigidi, come tronchi e bastoni, rappresentano l'organo genitale maschile; mentre armadi, scatole, carrozze e forni rappresentano l'utero. In tali casi il tertium comparationis, l'elemento comune in queste sostituzioni, è immediatamente comprensibile, ma…

Jaques Derrida: Resistenze sul concetto di analisi

Perché e come questa parola (resistenza)  che risuonò dapprima nel mio desiderio e nella mia immaginazione come la più bella parola della politica e della storia di questo paese, perché questa parola carica di tutto il pathos della mia nostalgia, come se ciò che a nessun costo avrei voluto perdere fosse stato di fare saltare dei treni, dei tanks e degli stati maggiori tra il 1940 e il 1945, perché questa parola ha cominciato ad attrarre verso sé, come una calamita, tanti altri significati, virtù, possibilità semantiche o disseminali? Vi sto per dire quali, anche se non posso scoprire il segreto della mia nostalgia inconsolabile –che resta quindi da analizzare o che resiste all’analisi, un po’come l’ombelico di un sogno. Perché ho sempre sognato la resistenza? E perché ci si dovrebbe preoccupare qui di un ombelico [ombilic]? Tutto sembra annunciare, ma non preoccupatevi troppo, una conferenza sulla parola «resistenza», uno sguardo compiaciuto e narcisista [nombrilique] su una parola m…

Rosa Luxemburg: Riforma sociale o rivoluzione?

La teoria revisionista si trova davanti ad un dilemma, O la trasformazione socialista continua ad essere la conseguenza  delle contraddizioni interne dell'ordinamento capitalistico, e allora insieme con quest'ordinamento si sviluppano anche le sue contraddizioni e un crollo, in questa o in quella forma, ne consegue ad un certo momento inevitabile, ma in questo caso i "mezzi di adattamento" sono inefficaci e la teoria del crollo è giusta. Oppure i "mezzi di adattamento" sono realmente in grado di impedire un crollo del sistema capitalistico, e quindi di rendere vitale il capitalismo e di eliminare le sue contraddizioni, ma in questo caso il socialismo cessa di essere una necessità storica, e può essere tutto ciò che si vuole, ma non un risultato dello sviluppo materiale della società. Da questo dilemma ne deriva un altro: o il revisionismo ha ragione a proposito dello sviluppo capitalistico, e allora la trasformazione socialista della società non è più che …