sabato 9 aprile 2016

ODEO CORNARO

L'Odeo Cornaro è stato costruito nel 1530 ed  adibito a manifestazioni musicali e conversazioni erudite. Insieme alla Loggia Cornaro (clicca sul link) costituisce un esempio del rinascimento padovano. Le decorazioni grottesche sono state ispirate dal ritrovamento della Domus Aurea di Nerone. 



STEMMA PIETRO BEMBO











domenica 24 gennaio 2016

A. Schopenhauer: Il mondo come volontà e rappresentazione

In questa citazione Schopenhauer si riferisce a Kant:


Di qui l'attaccamento, caratteristico della pedanteria, alla forma, alla maniera, all'espressione, alla parola; che per lei si sostituiscono all'essenza della cosa. Allora non si tarda a veder l'incongruenza del concetto con la realtà, si vede come quello non scende mai fino al particolare, e come quella universalità e rigida determinatezza non possa mai adattarsi alle fine sfumature e alle  variate modificazioni della realtà. Quindi il pedante con le sue massime generali si trova sempre al di sotto nella vita, e si mostra inetto, insulso, inservibile; nell'arte, per la quale il concetto è sterile, produce aborti esanimi, rigidi, artificiosi.Perfino il rispetto etico il proposito d'agir giustamente o nobilmente non può sempre essere attuato secondo massime astratte; perché in molti casi la natura delle circostanze con le loro infinite, delicate sfumature richiede una scelta della vita giusta emersa lì per lì dal carattere dell'individuo.
Invece l'applicazione di pure massime astratte in parte da cattivi risultati, perché queste non convengono che a metà; in parte non si può fare, quando le massime sono estranee al carattere individuale di chi agisce, e questi non può rinnegar del tutto se stesso: da ciò possono derivare incongruenze.
A. Schopenhauer Il mondo come volontà e rappresentazione

domenica 3 gennaio 2016

UN FAVOLOSO APPARTAMENTO A PARIGI

"É solo che ... quando l'ha fatto, quando ha dato via tutto, o l'ha venduto in qualche mercatino, o qualunque cosa abbia deciso di fare con quegli oggetti, poi non c'è stato più niente di tangibile. Solo il guscio vuoto di una vita che non esisteva più. Io avrei tanto voluto avere qualcosa di lei. Qualcosa di sostanziale, da potermi mettere in casa, un oggetto da guardare per poter dire: sì, ecco, mia madre è stata qui. I mobili sono solo mobili. Lo so. Ma portano dei ricordi, con loro." [...]
Il nostro luogo preferito è Tortoni, dove si ritrovano gli intellettuali e i letterati. Spesso ci sediamo con Émile Zola. A volte anche Dumas si unisce a noi. Ci sono anche tanti boulevardiers, sempre pronti a un commento salace, il perfetto mot juste.
Sorseggiano birra crème de cassis con acqua gassata o assenzio. Parliamo di politica e letteratura. Prendiamo in giro vari politici repubblicani, a meno che non siano con noi, nel qual caso lodiamo i loro sforzi.  
M. Gable Un favoloso appartamento a Parigi

lunedì 23 novembre 2015

PLUTARCO: L'ARTE DI ASCOLTARE


Nel caso però di una discussione filosofica occorre mettere da parte la reputazione dell'oratore e badare alla sostanza di ciò che egli dica. Come in guerra, infatti, anche in un dibattito ci sono molte cose superflue, da cui non ci si deve lasciare influenzare: l'intonazione della voce, lo sguardo accigliato, la canizie, l'autoelogio. Ma bisogna guardarsi soprattutto dagli applausi, dalle esclamazioni e dai sobbalzi del pubblico, che possono influenzare specialmente i giovani e i profani disorientandoli e trascinandoli via come fuscelli nella corrente di un fiume. E l'inganno può celarsi anche nello stile, allorché col suo carezzevole e copioso fluire scavalca l'essenza del discorso, gonfiandosi e impreziosendosi a dismisura. Come molti degli errori commessi da chi canta al suono del flauto sfuggono ai profani, così le ampollosità e le ridondanze contenute in un discorso abbagliano gli ascoltatori impedendogli di afferrare i concetti. A questo proposito si narra che Melanzio, richiesto del suo parere su una tragedia di Diogene, rispose di non essere stato in grado di vederla perché era oscurata dalle troppe parole. Così fanno la maggior parte dei sofisti che nelle loro discussioni filosofiche ed esercitazioni oratorie non solo manipolano le parole per nascondere il vuoto dei loro pensieri, ma modulano la voce con certi accorgimenti armonici e melodiosi riescono a mandare in estasi gli ascoltatori, dispensando un piacere vano e ricevendone in cambio una fama ancora più vana [...].

Plutarco L'arte di ascoltare

martedì 6 ottobre 2015

Émile Durkheim Il suicidio

I risultati dei libri precedenti non sono completamente negativi. Infatti, vi abbiamo stabilito che, per ogni gruppo sociale, esiste una tendenza specifica al suicidio che né la costituzione organico-psichica degli individui, né la natura dell'ambiente fisico potrebbero spiegare.  Ne consegue, per eliminazione, che questa tendenza dipende necessariamente da cause sociali e costituisce, di per sé, un fenomeno collettivo; anche alcuni dei fatti che abbiamo esaminato, in particolare le variazioni geografiche e stagionali del suicidio, ci avevano condotto a questa conclusione.  È tale tendenza che dobbiamo studiare adesso più da vicino.
Émile Durkheim Il suicidio

lunedì 14 settembre 2015

BILDUNG E UMANESIMO

In particolare per l'argomento "scelta della professione", la scuola è decisiva. Secondo la mia esperienza, la scelta della professione è determinata soprattutto dalla famiglia ed dalle circostanze legate ad essa, ma poi, nella maggior parte dei casi, da un unico insegnante, uno, durante un intero ciclo scolastico. Un unico insegnante diventa il modello. Questo succede nell'età tra i quattordici ed i diciassette anni. In questi anni c'è un immenso bisogno di modelli, come quelli che hanno influenzato tutti noi anziani, come credo, in modo decisivo.
Dato che qui devo parlare di me voglio mostrarlo prendendo me stesso come esempio. Il caso volle che fossi troppo giovane per fare il soldato nella prima guerra mondiale e frequentai gli ultimi anni del liceo proprio durante la guerra. La conseguenza fu che gli insegnanti giovani erano al fronte (e vi morivano) e dei vecchi insegnanti tromboni tornarono alla cattedra. Essi erano ben capaci di insegnarmi il greco ed il latino, ma contemporaneamente crearono in me una repulsione per il greco ed il latino che durò molti anni. Ho riportato un esempio negativo, soprattutto quello di un'insegnante bigotta. A questo ne corrispose uno positivo: iniziai sotto la guida di un insegnante eccellente a studiare germanistica. Questo bastò per un'illusione che durò un paio di anni, finché non mi accorsi che mi mancava il talento e, in ogni caso, non mostravo abbastanza interesse mentre nei seminari di  storia dell'arte e filosofia, che cominciai a frequentare, mi infiammai.
H. G. Gadamer Bildung e umanesimo

sabato 5 settembre 2015

DIVINITÀ ETRUSCA: NORZIA

Divinità etrusca che in Bolsena aveva la sede principale del suo culto. Il rito particolare del culto di Norzia, ci riferisce Tito Livio, consisteva nel fatto che ogni anno si piantava un chiodo nel suo santuario per avere un conto degli anni. Originariamente doveva avere un significato diverso, ossia quello di inchiodare ed annullare un maleficio; sarebbe altrimenti difficile spiegare perché Norzia fosse considerata fissatrice del destino.
A.A. V.V. Dei e miti. Dizionario di mitologia

mercoledì 8 luglio 2015

AGOSTINO D'IPPONA: LE CONFESSIONI

Ma tu, o Signore, sempre vivo, di cui nulla muore, perché prima che avessero inizio i secoli e antecedentemente ad ogni prima o poi sei il Signore e Padrone di tutto quanto Tu creasti: in cui hanno sede le cause di ciò che è temporaneo e irrazionale, di' a questo miserabile che ti supplica, dimmi, signore misericordioso, se mai la mia infanzia sia succeduta a qualche altra esistenza ormai defunta; forse quella che vissi nel grembo della madre mia? Qualche cosa me ne fu detto: io stesso vidi donne incinte. E prima di codesto periodo, o mio Dio e mia dolcezza, fui in qualche luogo, fui qualcuno? Non ho alcuno che possa darmi una risposta: non lo poterono il padre e la madre, né esperienze altrui: né la mia memoria. Ma forse Tu disdegni queste mie questioni e vuoi che io ti lodi e glorifichi per quello che posso conoscere?
Agostino d'Ippona Le confessioni

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