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BILDUNG E UMANESIMO

In particolare per l'argomento "scelta della professione", la scuola è decisiva. Secondo la mia esperienza, la scelta della professione è determinata soprattutto dalla famiglia ed dalle circostanze legate ad essa, ma poi, nella maggior parte dei casi, da un unico insegnante, uno, durante un intero ciclo scolastico. Un unico insegnante diventa il modello. Questo succede nell'età tra i quattordici ed i diciassette anni. In questi anni c'è un immenso bisogno di modelli, come quelli che hanno influenzato tutti noi anziani, come credo, in modo decisivo.
Dato che qui devo parlare di me voglio mostrarlo prendendo me stesso come esempio. Il caso volle che fossi troppo giovane per fare il soldato nella prima guerra mondiale e frequentai gli ultimi anni del liceo proprio durante la guerra. La conseguenza fu che gli insegnanti giovani erano al fronte (e vi morivano) e dei vecchi insegnanti tromboni tornarono alla cattedra. Essi erano ben capaci di insegnarmi il greco ed il latino, ma contemporaneamente crearono in me una repulsione per il greco ed il latino che durò molti anni. Ho riportato un esempio negativo, soprattutto quello di un'insegnante bigotta. A questo ne corrispose uno positivo: iniziai sotto la guida di un insegnante eccellente a studiare germanistica. Questo bastò per un'illusione che durò un paio di anni, finché non mi accorsi che mi mancava il talento e, in ogni caso, non mostravo abbastanza interesse mentre nei seminari di  storia dell'arte e filosofia, che cominciai a frequentare, mi infiammai.
H. G. Gadamer Bildung e umanesimo

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EPILOGO

Egregi spettatori, or non siate scontenti.
Forse v’aspettavate che finisse altrimenti.
Una leggenda d’oro avevamo inventata,
ma poi, strada facendo, in male s’è cambiata.
E sgomenti vediamo a sipario caduto
Che qualunque problema è rimasto insoluto.
Per di più, siete in diritto di dirci:
«Volete che veniamo? Dovete divertirci!»
Inutile inseguire pretesti e schermi vani:
siam falliti se non battete le mani!
Forse che la paura ha spento l’inventiva?
Si è già visto altre volte. Ma un’altra via d’uscita neanche i vostri soldi han saputo ispirarla.
Deve cambiare l’uomo? O il mondo va rifatto?
Ci voglion altri Dei? O nessun Dio affatto?
Siamo annientati, a terra, e non solo per burla!
Né v’è modo d’uscir dalla distretta
se non che voi pensiate sin da stasera stessa
come a un’anima buona si può dare aiuto,
perché alla fine il giusto non sia sempre battuto.
Presto, pensate come ciò sia attuabile!
Una fine migliore ci vuole, è indispensabile!
B. Brecht L’anima buona del Sezuan

CANTO DEL GALLO DEL POSITIVISMO

Storia di un errore
1. Il modo vero, attingibile dal saggio, dal pio, dal virtuoso, - egli vive in esso, lui stesso è questo mondo.
(La forma più antica dell’idea, relativamente intelligente, semplice, persuasiva. Trascrizione della tesi “Io, Platone, sono , la verità”).
2. Il mondo vero, per il momento inattingibile, ma promesso al saggio, al pio, al virtuoso (“al peccatore che fa penitenza”).
(Progresso dell’idea: essa diventa più sottile, più capziosa, più inafferrabile – diventa donna, si cristallizza..).
3. Il mondo vero, inattingibile, indimostrabile, impromettibile, ma già in quanto pensato una consolazione, un obbligo, un imperativo.
(In fondo l’antico sole, ma attraverso nebbia e scetticismo; l’idea sublimata,pallida, nordica, königsbergica).
4. Il mondo vero – inattingibile? Comunque non raggiunto. E in quanto non raggiunto, anche sconosciuto. Di conseguenza neppure consolante, salvifico, vincolante: a che ci potrebbe vincolare qualcosa di sconosciuto?...
(Grigio mattino. Primo sbad…

UNIVERSO CONCENTRAZIONARIO

Da tale premessa si ricava il carattere principale dell’universo concentrazionario, il quale non è una istituzione penale, creata per la punizione e repressione di delitti e crimini, ma piuttosto una struttura politica di sradicamento del tessuto sociale mediante lo strappo e la cancellazione dalla società di interi settori e gruppi.
A ciò si perviene, in primo luogo, attraverso la deportazione in massa e l’internamento di intere minoranze etniche e, inoltre, mediante l’internamento di categorie produttive (ad esempio, i coltivatori in proprio) e professionali (ad esempio, ingegneri, avvocati, militari, medici). In secondo luogo, uno stato complessivo di sradicamento sociale deriva dal trattamento riservato nei campi ai prigionieri. È chiaro che le esecuzioni in massa – nelle camere a gas o per fucilazione o colpo alla nuca o nei forni crematori – cancellano di per sé centinaia di migliaia di persone, e che altre masse umane periscono nei campi per stenti, maltrattamenti, torture. Ma p…