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LA RIVISTA ESPRIT

ESPRITLa rivista Esprit venne fondata nel 1932 da un gruppo di intellettuali di diversa provenienza ideologica, raccoltisi attorno a Emmanuel Mounier. La sua nascita va legata alla crisi seguita al crollo della Borsa di Wall Street del 1929, considerata non solo come fenomeno economico, ma come crisi della civiltà. Il gruppo di Esprit interpretò, infatti, il dissolversi della fiducia nel progresso, l'avvento dei fascismi, l'esito totalitario della rivoluzione sovietica come segni degli errori  del liberalismo borghese e del socialismo marxista. In questo contesto la concezione di persona divenne, soprattutto per i pensatori cristiani, strumento di critica del presente e ricerca di una "terza via" tra il sistema capitalistico e il collettivismo comunista, per la costruzione di una nuova società rispettosa dell'uomo. Interrotta dal governo di Vichy nel 1941, la pubblicazione di Esprit riprese al termine della seconda guerra mondiale: la rivista, punto di riferimento del personalismo cristiano, ne favorì la diffusione in diversi paesi europei come, come l'Italia, la spagna e la Polonia. L'incontro con altri orientamenti filosofici incrementò, però, le differenze interne al movimento personalistico - grazie anche alla sua costitutiva apertura al confronto - accrescendo così le difficoltà di una sua definizione filosofica unitaria. Cioffi, Luppi, Vigorelli, Zanette, Bianchi Agorà
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Fa sempre più freddo. Lucas dice a Yasmine:
-Mathias ha bisogno di vestiti pesanti, e tu anche.
Yasmine dice:
- So lavorare a maglia. Avrei bisogno della lana e dei ferri.
Lucas compra una cesta di gomitoli di lana e ferri da calza di varie dimensioni. Yasmine fa dei maglioni, dei calzettoni, delle sciarpe, dei guanti, dei berretti. Con gli avanzi della lana, confeziona delle coperte di tutti i colori. Lucas le fa i complimenti.
Yasmine dice:
- So anche cucire. A casa avevo la macchina per cucire di mia madre.
A. Kristof, Trilogia della città di K. Il grande quaderno la prova La terza menzogna, Einaudi.