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Dio, nascosto e presente. In Rousseau, la vita, il pensiero, i testi esemplari di C. Salomon - Bayet


Profondamente ottimista, la coscienza roussoviana della Provvidenza non si coglie però senza un
elemento tragico, senza una tensione, talvolta sostenuta
fino al delirio tra il Dio che non parla e l'uomo per il
quale tutto è segno – se coscienza tragica è quella per
cui «valore autentico è sinonimo di totalità e,
inversamente, qualsiasi tentativo di compromesso
s'identifica col supremo decadimento». Ci basterà
ricordare due frasi della medesima pagina di una lettera
a Franquières: «Credo tuttavia che Dio si sia
suficientemente rivelato agli uomini tramite le sue
opere come nei loro cuori, e se alcuni non lo
conoscono, ciò dipende a mio giudizio dal fatto che non
vogliono conoscerlo, e dal fatto che non ne hanno
bisogno.». È l'enumerazione tecnica e concisa delle due
prove dell'esistenza di Dio, l'ordine dell'universo e il
dettame della coscienza. «Allora, colto da timore, si arresta e non tocca il velo, pago di sapere che l'essere
immenso è al di sopra»: Dio è tanto più presente quanto più resta velato. Ma Rousseau si impunta sul problema con un accanimento metodico a lui poco abituale: vuole edificare un sistema sviluppandone i principi come farà per il diditto politico. E l'esposizione di questo sistema è contenuta in un solo testo e che pure è soltanto un frammento dell'Emilio, La professione di fede del vicari savoiardo.
Dio è inconcepibile , e la tematica di roussoviana è condannata a costruire su un'incognita. Ma se Dio è l'essere inconcepibile noi lo concepiamo attraverso le sue opere. Dio è contemporaneamente l'ordinatore dell'universo e il dio di un ordine morale universale.
Rousseau, la vita, il pensiero, i testi esemplari di Claire Salomon- Bayet

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EPILOGO

Egregi spettatori, or non siate scontenti.
Forse v’aspettavate che finisse altrimenti.
Una leggenda d’oro avevamo inventata,
ma poi, strada facendo, in male s’è cambiata.
E sgomenti vediamo a sipario caduto
Che qualunque problema è rimasto insoluto.
Per di più, siete in diritto di dirci:
«Volete che veniamo? Dovete divertirci!»
Inutile inseguire pretesti e schermi vani:
siam falliti se non battete le mani!
Forse che la paura ha spento l’inventiva?
Si è già visto altre volte. Ma un’altra via d’uscita neanche i vostri soldi han saputo ispirarla.
Deve cambiare l’uomo? O il mondo va rifatto?
Ci voglion altri Dei? O nessun Dio affatto?
Siamo annientati, a terra, e non solo per burla!
Né v’è modo d’uscir dalla distretta
se non che voi pensiate sin da stasera stessa
come a un’anima buona si può dare aiuto,
perché alla fine il giusto non sia sempre battuto.
Presto, pensate come ciò sia attuabile!
Una fine migliore ci vuole, è indispensabile!
B. Brecht L’anima buona del Sezuam

CANTO DEL GALLO DEL POSITIVISMO

Storia di un errore
1. Il modo vero, attingibile dal saggio, dal pio, dal virtuoso, - egli vive in esso, lui stesso è questo mondo.
(La forma più antica dell’idea, relativamente intelligente, semplice, persuasiva. Trascrizione della tesi “Io, Platone, sono , la verità”).
2. Il mondo vero, per il momento inattingibile, ma promesso al saggio, al pio, al virtuoso (“al peccatore che fa penitenza”).
(Progresso dell’idea: essa diventa più sottile, più capziosa, più inafferrabile – diventa donna, si cristallizza..).
3. Il mondo vero, inattingibile, indimostrabile, impromettibile, ma già in quanto pensato una consolazione, un obbligo, un imperativo.
(In fondo l’antico sole, ma attraverso nebbia e scetticismo; l’idea sublimata,pallida, nordica, königsbergica).
4. Il mondo vero – inattingibile? Comunque non raggiunto. E in quanto non raggiunto, anche sconosciuto. Di conseguenza neppure consolante, salvifico, vincolante: a che ci potrebbe vincolare qualcosa di sconosciuto?...
(Grigio mattino. Primo sbad…

CIAO CUGINO!

anche se, non lo so'
non vorrei, ma pero'
no, non credo proprio che sia cosi
'sarebbe comodo si'
ma io non sono come te
anche se, dove andro'
non sarei, o non saro'
no, questo e' un amore grande si
'vuoi che ti dica cosi'
ma io non sono come te
ciao,
sai cosa ti dico ciao
io posso stare senza te
senza piu' tanti se'
senza tanti ma perche'
senza un amore cosi'
io posso stare si...
ciao,
sai cosa vuol dire ciao
vuol dire un altra come te
e mai piu' tanti se
e mai piu' nessun perche'
ci si illude ancora sioh,
questo e' un amore grande si
vuoi che ti dica cosi'
ma io non sono come te
ciao,
in fondo basta dire che gia'
io sto' meglio senza te
senza piu' tanti se'
senza tanti ma perche'
senza un amore cosi'
io posso fare si...ciao,
sai cosa vuol dire ciao
vuol dire un'altra come te
e mai piu' tanti se'
e mai piu' nessun perche'
senza un amore cosi' io posso stare si...
ci…