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M. FOUCAULT: "L'ERMENEUTICA DEL SOGGETTO"

L'ermeneutica del soggetto
Volevo semplicemente segnalarvi alcuni luoghi in cui Socrate si presenta, per l'essenziale, come colui che sollecita gli altri ad occuparsi di se stessi, invitandovi a osservare tre o quattro cose che mi paiono importanti. In primo luogo, il fatto che l'attività consistente nel sollecitare gli altri a occuparsi di se stessi è sì quella propria si Socrate, ma è anche quella che gli è stata affidata da Dio. Così facendo, infatti, Socrate non fa nint'altro che adempiere a un ordine, esercitare una funzione, occupare un posto (utilizza il termine taxis) prescrittogli da Dio. E del resto abbiamo potuto verificare, leggendo un passo, che proprio perché si occupano di loro gli dei hanno inviato Socrate agli Ateniesi – ma potrebbero anche mandare qualcun altro -, per sollecitarli a occuparsi di se stessi.
[...] Socrate si occupa degli altri, lo fa evidentemente alla condizione di non occuparsi di se stesso, o ogni caso di trascurare, in funzione di tale attività, tutta una serie di altre attività in genere considerate attività interessate, vantaggiose, utili. Socrate ha trascurato le sue ricchezze e i suoi beni, insieme ad un certo numero di pubblici benefici, ha rinunciato ad ogni carriera politica, non ha brigato per ottenere nessuna carica e nessuna magistratura, al fine di potersi occupare degli altri.
M. Foucault L'ermeneutica del soggetto

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EPILOGO

Egregi spettatori, or non siate scontenti.
Forse v’aspettavate che finisse altrimenti.
Una leggenda d’oro avevamo inventata,
ma poi, strada facendo, in male s’è cambiata.
E sgomenti vediamo a sipario caduto
Che qualunque problema è rimasto insoluto.
Per di più, siete in diritto di dirci:
«Volete che veniamo? Dovete divertirci!»
Inutile inseguire pretesti e schermi vani:
siam falliti se non battete le mani!
Forse che la paura ha spento l’inventiva?
Si è già visto altre volte. Ma un’altra via d’uscita neanche i vostri soldi han saputo ispirarla.
Deve cambiare l’uomo? O il mondo va rifatto?
Ci voglion altri Dei? O nessun Dio affatto?
Siamo annientati, a terra, e non solo per burla!
Né v’è modo d’uscir dalla distretta
se non che voi pensiate sin da stasera stessa
come a un’anima buona si può dare aiuto,
perché alla fine il giusto non sia sempre battuto.
Presto, pensate come ciò sia attuabile!
Una fine migliore ci vuole, è indispensabile!
B. Brecht L’anima buona del Sezuam

Gadamer: l'ermeneutica