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I FAUVES

1905: Lusso, calma e voluttà, avviato da Matisse fin dall’anno precedente ed esposto al Salon des Indépendants, ha appena segnato, insieme ai dipinti dei compagni, tra poco chiamati “fauves” dal critico Luis Vauxcelles, la posizione del suo autore nel movimento che a lui fa capo. “Bestie feroci” è l’appellativo ironico per questi pittori quando pochi mesi dopo (18 ottobre – 25 novembre) espongono al Salon d’Automne di Parigi, urtando pubblico e critica con la violenza dei loro colori, con la deformazione e i tratti corsivi delle immagini, con l’indifferenza alla prospettiva tradizionale, nonché con una struttura del dipinto che non tiene più conto nemmeno dell’equilibrio degli impressionisti, né dei tratti decorativi o dello studio scientifico dei rapporti cromatici presenti nelle correnti postimpressioniste e simboliste; ma il termine “fauves” , come è stato di recente puntualizzato è probabilmente riferito anche alle reazioni dei critici.
Il termina nasce, dunque dalla penna di Vauxcelles in accezione negativa, tuttavia accolta volentieri dai nuovi pittori, ed è riferito a Matisse, André Derain, Maurice de Vlaminck, Albert Marquet, Henri-Charles Manguin, Jean Puy, Louis Valtat, Kee van Dongen, Othon Friesz. L’anno successivo si accostarono al gruppo Georges Braques e Raoul Dufy.
J. Nigro Covre I fauves

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