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MORIN: I SETTE SAPERI

La Conoscenza dei problemi Sociali del Mondo, per Quanto aleatoria e difficile, DEVE Essere perseguita pena l'infermità cognitiva. L'era Planetaria NECESSITA di situare OGNI Cosa Nel contesto di e Nel Complesso Planetario. La Conoscenza del Mondo in Quanto Mondo diviene Una Necessita Nel contempo Intellettuale e vitale. E Il Problema universale per OGNI Cittadino del Nuovo Millennio: venire acquisire l'acces alle Informazioni sul Mondo e venire acquisire la possibilita di articolarle e di organizzarle? Venite a concepire e percepire il contesto, il Globale (la Relazione Tutto / parti), il multidimensionale. Il Complesso? Al multa di articolare e organizzare le Conoscenze e, per this via, Riconoscere e connettere i problemi del Mondo, servire Una Riforma di pensiero. Ora this Riforma E paradigmatica e non programmatica: è La Questione Fondamentale per l'Educazione, poichè concerne la Nostra Capacità di organizzare la Conoscenza.
In Effetti, VI IT un'inadeguatezza Semper Più Ampia, Profonda e gravi tra, da Una Parte, I Nostri Saperi disgiunti, frazionati, compartimentati e Protocol, Realtà o problemi Semper Più polidisciplinari trasversali, multidimensionali, transnazionali, Globali, planetari .
Per this inadeguatezza diventano invisibili:
-           il contesto;
-           Il Globale;
-           Il multidimensionale;
-           Il Complesso.
Morin I sette saperi

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EPILOGO

Egregi spettatori, or non siate scontenti. Forse v’aspettavate che finisse altrimenti. Una leggenda d’oro avevamo inventata, ma poi, strada facendo, in male s’è cambiata. E sgomenti vediamo a sipario caduto Che qualunque problema è rimasto insoluto. Per di più, siete in diritto di dirci: «Volete che veniamo? Dovete divertirci!» Inutile inseguire pretesti e schermi vani: siam falliti se non battete le mani! Forse che la paura ha spento l’inventiva? Si è già visto altre volte. Ma un’altra via d’uscita neanche i vostri soldi han saputo ispirarla. Deve cambiare l’uomo? O il mondo va rifatto? Ci voglion altri Dei? O nessun Dio affatto? Siamo annientati, a terra, e non solo per burla! Né v’è modo d’uscir dalla distretta se non che voi pensiate sin da stasera stessa come a un’anima buona si può dare aiuto, perché alla fine il giusto non sia sempre battuto. Presto, pensate come ciò sia attuabile! Una fine migliore ci vuole, è indispensabile! B. Brecht L’anima buona del Sezuan

CANTO DEL GALLO DEL POSITIVISMO

Storia di un errore 1. Il modo vero, attingibile dal saggio, dal pio, dal virtuoso, - egli vive in esso, lui stesso è questo mondo. (La forma più antica dell’idea, relativamente intelligente, semplice, persuasiva. Trascrizione della tesi “Io, Platone, sono , la verità”). 2. Il mondo vero, per il momento inattingibile, ma promesso al saggio, al pio, al virtuoso (“al peccatore che fa penitenza”). (Progresso dell’idea: essa diventa più sottile, più capziosa, più inafferrabile – diventa donna, si cristallizza..). 3. Il mondo vero, inattingibile, indimostrabile, impromettibile, ma già in quanto pensato una consolazione, un obbligo, un imperativo. (In fondo l’antico sole, ma attraverso nebbia e scetticismo; l’idea sublimata,pallida, nordica, königsbergica). 4. Il mondo vero – inattingibile? Comunque non raggiunto. E in quanto non raggiunto, anche sconosciuto. Di conseguenza neppure consolante, salvifico, vincolante: a che ci potrebbe vincolare qualcosa di sconosciuto?... (Grigio mattino. Pri