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F. Nietzsche : Su verità e menzogna: uomo razionale e uomo ituitivo

Ci Sono Tempi nia Quali L'Uomo Razionale e l'uomo intuitivo Stanno l'Uno Accanto all'altro, l'Uno in angoscia di Fronte all'intuizione, L'Altro con scherno sopra l'astrazione; L'ultimo non Altrettanto non Razionale Quanto non artisitco SIA Il Primo. Entrambi desiderano dominare Sulla vita: QUESTO affrontando le necessitá Principali con previdenza, Intelligenza regolarità, L'Altro non vedendo Quelle Necessita in quanto "eroe ultragioioso" e prendendo per Reale soltanto la vita trasposta in parvenza e in Bellezza Dalla finzione. Allorquando l'uomo intuitivo, press'a poco arrivato Nella Grecia antica Più, Maneggia le querelare Armi Più potentemente e Piu vittoriosamente del Suo antagonista, in Caso favorevole puo Formarsi Una cultura, e Formarsi il Dominio dell'arte Silla vita; Quella finzione, Quel rinnegare la miseria, di Quello splendore delle intuizioni metaforiche e in Genere quell'immediatezza dell'inganno accompagna TUTTE le Manifestazioni di Una vita siffatta. Né la casa, NE Il Passo, NE la veste, Ne La Brocca d'argilla tradiscono Che li inventòil Bisogno; sembra venire se in Tutti Loro dovesse ESPRIMERSI Una sublime Felicità e Una serenità olimpica e per Così dire giocar ONU do Cio Che E serio. Mentre l'uomo Guidato da Concetti ed Astrazioni Grazie a QUESTI solista respinge l'infelicità, Senza Dalle Astrazioni estorcere per sé la Felicità, mentre Egli Tende verso la maggiormente possibile Libertà Dai Dolori, l'uomo intuitivo, stando al centro d'Una cultura , raccoglie GIA Dalle citare in giudizio intuizioni, Oltre alla Difesa dal maschio, rischiarazione Una, rasserenazione, redenzione Che affluisce continuamente.

F. Nietzsche Su Verità e menzogna

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