Passa ai contenuti principali

VISUALIZZAZIONI BLOG

ANTONIO LAMBERTINO: COSCIENZA E FENOMENO MORALE

Come emerge chiaramente dall’analisi fenomenologica della coscienza morale, l’autonomia, seppure da intendete in modo relativo, rappresenta un carattere essenziale al suo costituirsi. La coscienza, infatti, sia sul piano conoscitivo, intesa cioè come coscienza di sé o autocoscienza, sia sul piano morale, intesa cioè come coscienza morale, in tanto è coscienza in quanto autonoma. Una coscienza eteronoma comporta un elemento di contraddittorietà. Come non è possibile prendere coscienza di una realtà al posto di un altro, così non è possibile avere una propria coscienza morale che sia il risultato di una imposizione esteriore. È talmente indissolubile il legame della coscienza morale con il carattere dell’autonomia, che si può parlare propriamente di coscienza morale solo quando si è in grado di prendere le distanze dal mondo circostante, sia divino sia umano, e di fare appello soltanto all’istanza della verità nella dimensione in cui la ricerca personale la manifesta, verità che potrà risultare o in armonia con una legge autoritativa comunemente accettata o in contrasto con essa. […] Certamente, tale autonomia non è da intendere in senso assoluto, perché correlata alla verità. L’uomo, cioè, si scopre nella sua coscienza morale di essere libertà e non arbitrarietà assoluta, nella misura in cui il senso del proprio essere gli è dato dallo stesso proprio essere, per cui un autocomponimento arbitrario sarebbe sinonimo di autoalienazione. Il valore della propria persona non è creazione del soggetto morale; lo è, invece, la sua realizzazione o meno, che, per questo, assume la connotazione di compito.



Antonio Lambertino Coscienza e fenomeno morale

Commenti

Post popolari in questo blog

EPILOGO

Egregi spettatori, or non siate scontenti. Forse v’aspettavate che finisse altrimenti. Una leggenda d’oro avevamo inventata, ma poi, strada facendo, in male s’è cambiata. E sgomenti vediamo a sipario caduto Che qualunque problema è rimasto insoluto. Per di più, siete in diritto di dirci: «Volete che veniamo? Dovete divertirci!» Inutile inseguire pretesti e schermi vani: siam falliti se non battete le mani! Forse che la paura ha spento l’inventiva? Si è già visto altre volte. Ma un’altra via d’uscita neanche i vostri soldi han saputo ispirarla. Deve cambiare l’uomo? O il mondo va rifatto? Ci voglion altri Dei? O nessun Dio affatto? Siamo annientati, a terra, e non solo per burla! Né v’è modo d’uscir dalla distretta se non che voi pensiate sin da stasera stessa come a un’anima buona si può dare aiuto, perché alla fine il giusto non sia sempre battuto. Presto, pensate come ciò sia attuabile! Una fine migliore ci vuole, è indispensabile! B. Brecht L’anima buona del Sezuan

CANTO DEL GALLO DEL POSITIVISMO

Storia di un errore 1. Il modo vero, attingibile dal saggio, dal pio, dal virtuoso, - egli vive in esso, lui stesso è questo mondo. (La forma più antica dell’idea, relativamente intelligente, semplice, persuasiva. Trascrizione della tesi “Io, Platone, sono , la verità”). 2. Il mondo vero, per il momento inattingibile, ma promesso al saggio, al pio, al virtuoso (“al peccatore che fa penitenza”). (Progresso dell’idea: essa diventa più sottile, più capziosa, più inafferrabile – diventa donna, si cristallizza..). 3. Il mondo vero, inattingibile, indimostrabile, impromettibile, ma già in quanto pensato una consolazione, un obbligo, un imperativo. (In fondo l’antico sole, ma attraverso nebbia e scetticismo; l’idea sublimata,pallida, nordica, königsbergica). 4. Il mondo vero – inattingibile? Comunque non raggiunto. E in quanto non raggiunto, anche sconosciuto. Di conseguenza neppure consolante, salvifico, vincolante: a che ci potrebbe vincolare qualcosa di sconosciuto?... (Grigio mattino. Pri

OSSERVATA UNA NEVICATA SU MARTE

È possibile che una volta l'acqua sia stata comune su Marte: a testimoniarlo è la neve osservata dalla sonda Phoenix, inviata dalla Nasa. Il Pianeta Rosso non è però diventato bianco: la neve non si è nemmeno trasformata in pioggia, ma anzi si è vaporizzata senza raggiungere il terreno. L'osservazione è comunque importante: "Non si è mai visto nulla del genere su Marte" ha spiegato Jim Whiteway, della York University di Toronto. Sembra inoltre che Phoenix abbia trovato tracce di carbonato di calcio e argilla nelle vicinanze del polo nord marziano; ciò - ha chiarito William Boynton, dell'Università dell'Arizona - starebbe a indicare una passata interazione del terreno con l'acqua. [ZEUS News - www.zeusnews.it - 01-10-2008]