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Philip K. Dick: Un oscuro scrutatore

«Quest' uomo» dichiarò il relatore «che noi chiameremo Fred, perché questo è il nome con il quale riferisce le informazioni che raccoglie, una volta indossata la sua tuta disindividuante non può essere più identificato, né dalla voce, nemmeno attraverso le impronte sonore, né dall’aspetto. Appare, non è così? Soltanto come una macchia confusa e niente più, non vi pare?» Si sciolse in un grande sorriso. Il pubblico, approvando di gusto quanto detto, come se fosse stato per davvero divertente, diede a sua volta in rapidi sorrisetti.

La tuta disindividuante era un’invenzione dei laboratori Bell, la creazione geniale quanto accidentale di un dipendente di nome S. A. Powers. Qualche anno prima aveva fatto degli esperimenti con delle sostanze disinibenti che intaccavano il tessuto neuronale. Una sera dopo essersi iniettato una fiala di IV, sostanza considerata innocua e lievemente euforizzante, aveva subito una disastrosa riduzione del fluido GABA del suo cervello. Soggettivamente, era stato testimone di un’impressionante attività di fosfeni proiettati contro la parete delle sua camera da letto, un montaggio freneticamente in progressione di ciò che, in quel momento immaginò essere pittura astratta moderna.

Per circa sei ore, una sorta di trance S. A. Powers aveva visto migliaia di quadri di Picasso succedersi l’uno all’altro con la rapidità di un fulmine, poi gli erano stati offerti dei Paul Klee, molti di più di quanto l’artista ne avesse mai dipinti in tutta la sua vita. Nel momento in cui aveva preso a vedere dei quadri di Modigliani alternarsi a velocità furiosa, S. A. Powers aveva allora congetturato (ché per qualche cosa si ha bisogno di una teoria) che i Rosacroce gli stessero telepaticamente irradiando delle immagini, presumibilmente amplificandole con un sistema di micro ripetitori d’un tipo molto avanzato; ma in seguito, dopo che avevano preso a molestarlo quadri di Kandinskij, s’era ricordato che il principale museo di Leningrado era specializzato proprio nei moderni non figurativi, aveva deciso infine che i russi stessero tentando di mettersi in contatto telepatico con lui.

Philip K. Dick Un oscuro scrutatore

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EPILOGO

Egregi spettatori, or non siate scontenti.
Forse v’aspettavate che finisse altrimenti.
Una leggenda d’oro avevamo inventata,
ma poi, strada facendo, in male s’è cambiata.
E sgomenti vediamo a sipario caduto
Che qualunque problema è rimasto insoluto.
Per di più, siete in diritto di dirci:
«Volete che veniamo? Dovete divertirci!»
Inutile inseguire pretesti e schermi vani:
siam falliti se non battete le mani!
Forse che la paura ha spento l’inventiva?
Si è già visto altre volte. Ma un’altra via d’uscita neanche i vostri soldi han saputo ispirarla.
Deve cambiare l’uomo? O il mondo va rifatto?
Ci voglion altri Dei? O nessun Dio affatto?
Siamo annientati, a terra, e non solo per burla!
Né v’è modo d’uscir dalla distretta
se non che voi pensiate sin da stasera stessa
come a un’anima buona si può dare aiuto,
perché alla fine il giusto non sia sempre battuto.
Presto, pensate come ciò sia attuabile!
Una fine migliore ci vuole, è indispensabile!
B. Brecht L’anima buona del Sezuan

CANTO DEL GALLO DEL POSITIVISMO

Storia di un errore
1. Il modo vero, attingibile dal saggio, dal pio, dal virtuoso, - egli vive in esso, lui stesso è questo mondo.
(La forma più antica dell’idea, relativamente intelligente, semplice, persuasiva. Trascrizione della tesi “Io, Platone, sono , la verità”).
2. Il mondo vero, per il momento inattingibile, ma promesso al saggio, al pio, al virtuoso (“al peccatore che fa penitenza”).
(Progresso dell’idea: essa diventa più sottile, più capziosa, più inafferrabile – diventa donna, si cristallizza..).
3. Il mondo vero, inattingibile, indimostrabile, impromettibile, ma già in quanto pensato una consolazione, un obbligo, un imperativo.
(In fondo l’antico sole, ma attraverso nebbia e scetticismo; l’idea sublimata,pallida, nordica, königsbergica).
4. Il mondo vero – inattingibile? Comunque non raggiunto. E in quanto non raggiunto, anche sconosciuto. Di conseguenza neppure consolante, salvifico, vincolante: a che ci potrebbe vincolare qualcosa di sconosciuto?...
(Grigio mattino. Primo sbad…

UNIVERSO CONCENTRAZIONARIO

Da tale premessa si ricava il carattere principale dell’universo concentrazionario, il quale non è una istituzione penale, creata per la punizione e repressione di delitti e crimini, ma piuttosto una struttura politica di sradicamento del tessuto sociale mediante lo strappo e la cancellazione dalla società di interi settori e gruppi.
A ciò si perviene, in primo luogo, attraverso la deportazione in massa e l’internamento di intere minoranze etniche e, inoltre, mediante l’internamento di categorie produttive (ad esempio, i coltivatori in proprio) e professionali (ad esempio, ingegneri, avvocati, militari, medici). In secondo luogo, uno stato complessivo di sradicamento sociale deriva dal trattamento riservato nei campi ai prigionieri. È chiaro che le esecuzioni in massa – nelle camere a gas o per fucilazione o colpo alla nuca o nei forni crematori – cancellano di per sé centinaia di migliaia di persone, e che altre masse umane periscono nei campi per stenti, maltrattamenti, torture. Ma p…