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Ricoeur: interpreta Freud secondo cui la realtà è la necessità


Al di là del principio di piacere …., il suo significato, nel 1920, è: introdurre l’istinto di morte nella teoria degli istinti. Eppure, vi è sempre stato, nella dottrina di Freud, un al di là del principio di piacere, che sempre si è chiamato principio della realtà. Non è quindi possibile valutare la portata della rivoluzione imposta dall’istinto di morte alla teoria degli istinti, se prima non si esplicita la polarità primissima, quella del piacere e della realtà. […] Una più decisiva trasformazione della nozione di realtà è connessa alle due forme più importanti della teoria, da noi considerate nel capitolo precedente: l’introduzione del narcisismo, da una parte, e dall’altra il passaggio alla seconda topica. Per motivi diversi ma convergenti, queste due riforme si traducono in una crescente drammatizzazione dell’opposizione tra principio del piacere e principio della realtà. Il reale, infatti, non è più solamente il contrario dell’allucinazione, è la dura necessità, così come essa si scopre oltre l’abbandono della posizione del narcisismo e oltre gli scacchi, le delusioni e i conflitti che culminano al momento del complesso di Edipo. La realtà finisce allora col chiamarsi necessità e già, in certi casi Ananke.

Ricoeur Della interpretazione

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-Mathias ha bisogno di vestiti pesanti, e tu anche.
Yasmine dice:
- So lavorare a maglia. Avrei bisogno della lana e dei ferri.
Lucas compra una cesta di gomitoli di lana e ferri da calza di varie dimensioni. Yasmine fa dei maglioni, dei calzettoni, delle sciarpe, dei guanti, dei berretti. Con gli avanzi della lana, confeziona delle coperte di tutti i colori. Lucas le fa i complimenti.
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A. Kristof, Trilogia della città di K. Il grande quaderno la prova La terza menzogna, Einaudi.