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Platone: Teeteto. "Bisogna farsi simili a Dio"

Socrate: Sì, Teodoro: ma il male non può perire, che ha pur da esserci sempre qualche cosa di opposto e contrario al bene; né può aver sede tra gli dei, ma deve di necessità aggirarsi su questa terra e intorno alla nostra natura mortale. Ecco perché anche ci conviene adoperarci di fuggire di qui al più presto per andare lassù. E questo fuggire è un assomigliarsi a Dio per quel che uomo può; e assomigliarsi a Dio è acquistare giustizia e santità, e insieme sapienza. Ma in realtà, mio ottimo amico, non è molto facile persuadere altrui che le ragioni che dice il volgo, doversi fuggire il vizio e seguir la virtù per aver reputazione di persone oneste e non disoneste, non sono proprio quelle per cui le virtù si deve praticare ed il vizio no: codeste a me pare che siano, come si dice, storielle da vecchie, e la verità è tutt’altra. Iddio in nessuna circostanza, per nessuna maniera, è ingiusto, bensì è sempre al più alto grado giustissimo; e non c’è cosa che più gli assomigli di quello fra noi uomini che sia divenuto a sua volta giustissimo quanto è possibile. Consiste in questo la vera e reale abilità dell’uomo, o la usa nullità e dappocaggine; conoscere questo è vera sapienza e virtù, non conoscerlo è ignoranza e malvagità manifesta; e le altre che si dicono e credono abilità e sapienze, nel governo della cosa pubblica sono grossolane e volgari, nelle arti sono manuali e meccaniche. A chi dunque commette ingiustizia e dice e fa cose empie, il meglio è non concedere, per la sua capacità al mal fare, il titolo di uomo abile; perché si compiacciono costoro di tale ingiuria e credono aver lode come di persone che non sono vuote e sciocche, inutile peso alla terra, ma veri uomini quali devono essere coloro che in uno stato vogliono vivere sicuri e tranquilli. E invece bisogna dire la verità, che tanto più essi sono quali non credono di essere quanto meno lo credono; e ignorano quale sia la pena dell’ingiustizia, che è la cosa che meno di ogni altra si dovrebbe ignorare: la quale non è quella che essi si immaginano, battiture e morte, e a cui riescono talora, pur commettendo ingiustizia, a sfuggire; ma è una pena da cui sfuggire non è possibile.

Platone Teeteto.

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EPILOGO

Egregi spettatori, or non siate scontenti.
Forse v’aspettavate che finisse altrimenti.
Una leggenda d’oro avevamo inventata,
ma poi, strada facendo, in male s’è cambiata.
E sgomenti vediamo a sipario caduto
Che qualunque problema è rimasto insoluto.
Per di più, siete in diritto di dirci:
«Volete che veniamo? Dovete divertirci!»
Inutile inseguire pretesti e schermi vani:
siam falliti se non battete le mani!
Forse che la paura ha spento l’inventiva?
Si è già visto altre volte. Ma un’altra via d’uscita neanche i vostri soldi han saputo ispirarla.
Deve cambiare l’uomo? O il mondo va rifatto?
Ci voglion altri Dei? O nessun Dio affatto?
Siamo annientati, a terra, e non solo per burla!
Né v’è modo d’uscir dalla distretta
se non che voi pensiate sin da stasera stessa
come a un’anima buona si può dare aiuto,
perché alla fine il giusto non sia sempre battuto.
Presto, pensate come ciò sia attuabile!
Una fine migliore ci vuole, è indispensabile!
B. Brecht L’anima buona del Sezuam

I SIMBOLI SESSUALI NEI SOGNI INDIVIDUATI DA FREUD

Benché lo studio dei simboli del sogno non sia affatto completo, siamo in grado di esporre con certezza delle affermazioni generali e delle informazioni particolari sull'argomento. Ci sono simboli che hanno un significato unico quasi universalmente: così l'imperatore o l'imperatrice (il re o la regina), rappresentano i genitori, le stanze rappresentano le donne e le loro entrate e uscite gli orifizi del corpo. La maggior parte dei simboli del sogno serve a rappresentare persone, parti del corpo e attività di interesse erotico; in particolare i genitali sono rappresentati da numerosi simboli spesso sorprendenti, e la più grande varietà di oggetti serve ad indicarli simbolicamente. Armi appuntite, oggetti lunghi e rigidi, come tronchi e bastoni, rappresentano l'organo genitale maschile; mentre armadi, scatole, carrozze e forni rappresentano l'utero. In tali casi il tertium comparationis, l'elemento comune in queste sostituzioni, è immediatamente comprensibile, ma…

CIAO CUGINO!

anche se, non lo so'
non vorrei, ma pero'
no, non credo proprio che sia cosi
'sarebbe comodo si'
ma io non sono come te
anche se, dove andro'
non sarei, o non saro'
no, questo e' un amore grande si
'vuoi che ti dica cosi'
ma io non sono come te
ciao,
sai cosa ti dico ciao
io posso stare senza te
senza piu' tanti se'
senza tanti ma perche'
senza un amore cosi'
io posso stare si...
ciao,
sai cosa vuol dire ciao
vuol dire un altra come te
e mai piu' tanti se
e mai piu' nessun perche'
ci si illude ancora sioh,
questo e' un amore grande si
vuoi che ti dica cosi'
ma io non sono come te
ciao,
in fondo basta dire che gia'
io sto' meglio senza te
senza piu' tanti se'
senza tanti ma perche'
senza un amore cosi'
io posso fare si...ciao,
sai cosa vuol dire ciao
vuol dire un'altra come te
e mai piu' tanti se'
e mai piu' nessun perche'
senza un amore cosi' io posso stare si...
ci…