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INTRODUZIONE ALL'ESTETICA


Schiller intende l’educazione dell’uomo al suo essere-uomo, l’educazione a ciò che costituisce la realtà effettiva dell’uomo. E che cos’è la realtà effettiva dell’uomo?
L’uomo deve uscire fuori dalla natura! La mano della natura lo abbandona; affar suo è affermare l’umanità. In che cosa fa ingresso l’uomo, allorché fuoriesce dalla natura? Che cosa significa fuoriuscire dalla natura? Che cosa significa, qui, la natura dell’uomo? Nella realtà effettiva, lo «stato di natura» dell’uomo non si dà mai!
Lo si intende in senso animale, l’uomo in quanto animal. Se l’uomo perviene a se stesso laddove l’essere diventa affar suo, allora lo si chiama animal rationale. Kant si esprime in questi termini: «passare dall’animalità all’umanità».
In che cosa fa ingresso l’uomo, allorché fuoriesce dalla natura? Che cos’altro c’è, ancora, oltre la natura? Si tratta dell’ingresso nella storia!
Dov’è la storia, posto che l’uomo, uscendo dalla natura, entri in essa? La storia diviene attraverso l’uomo medesimo. L’uomo diviene per la prima volta tramite questa transizione dalla natura alla storia.
Mentre comprende l’affar suo, l’uomo inizia ad affermare l’umanità, la storia comincia e l’uomo stesso comincia ad essere umano. Con ciò è dato quel che si chiama anche cultura.
M. Heidegger Introduzione all’estetica

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EPILOGO

Egregi spettatori, or non siate scontenti. Forse v’aspettavate che finisse altrimenti. Una leggenda d’oro avevamo inventata, ma poi, strada facendo, in male s’è cambiata. E sgomenti vediamo a sipario caduto Che qualunque problema è rimasto insoluto. Per di più, siete in diritto di dirci: «Volete che veniamo? Dovete divertirci!» Inutile inseguire pretesti e schermi vani: siam falliti se non battete le mani! Forse che la paura ha spento l’inventiva? Si è già visto altre volte. Ma un’altra via d’uscita neanche i vostri soldi han saputo ispirarla. Deve cambiare l’uomo? O il mondo va rifatto? Ci voglion altri Dei? O nessun Dio affatto? Siamo annientati, a terra, e non solo per burla! Né v’è modo d’uscir dalla distretta se non che voi pensiate sin da stasera stessa come a un’anima buona si può dare aiuto, perché alla fine il giusto non sia sempre battuto. Presto, pensate come ciò sia attuabile! Una fine migliore ci vuole, è indispensabile! B. Brecht L’anima buona del Sezuan

CANTO DEL GALLO DEL POSITIVISMO

Storia di un errore 1. Il modo vero, attingibile dal saggio, dal pio, dal virtuoso, - egli vive in esso, lui stesso è questo mondo. (La forma più antica dell’idea, relativamente intelligente, semplice, persuasiva. Trascrizione della tesi “Io, Platone, sono , la verità”). 2. Il mondo vero, per il momento inattingibile, ma promesso al saggio, al pio, al virtuoso (“al peccatore che fa penitenza”). (Progresso dell’idea: essa diventa più sottile, più capziosa, più inafferrabile – diventa donna, si cristallizza..). 3. Il mondo vero, inattingibile, indimostrabile, impromettibile, ma già in quanto pensato una consolazione, un obbligo, un imperativo. (In fondo l’antico sole, ma attraverso nebbia e scetticismo; l’idea sublimata,pallida, nordica, königsbergica). 4. Il mondo vero – inattingibile? Comunque non raggiunto. E in quanto non raggiunto, anche sconosciuto. Di conseguenza neppure consolante, salvifico, vincolante: a che ci potrebbe vincolare qualcosa di sconosciuto?... (Grigio mattino. Pri