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IL MASSIMO ORGIASMO MUSICALE


La tragedia assorbe in sé il massimo orgiasmo musicale, tanto da condurre direttamente, presso i greci come presso di noi, la musica al suo compimento; poi però le pone accanto il mito e l’eroe tragico, che allora, simile al poderoso Titano, prende sulle spalle l’intero mondo dionisiaco, liberandone noi: mentre d’altra parte attraverso lo stesso mito tragico essa è in grado di liberare, nella persona dell’eroe tragico, dall’avida spinta verso quell’esistenza, e richiama con mano ammonitrice ad un altro essere e a una gioia superiore, alla quale l’eroe combattente, pieno di presagi, si prepara col suo soccombere, non con le sue vittorie. La tragedia pone tra il valore universale della sua musica e l’ascoltatore dionisiacamente recettivo una sublime allegoria, il mito, e suscita nell’ascoltatore l’illusione che la musica sia soltanto un supremo mezzo di rappresentazione per ravvivare il mondo plastico del mito. Confidando in questo nobile inganno, essa può ora muovere le sue membra nella danza ditirambica e abbandonarsi liberamente ad un orgiastico senso di libertà, in cui come musica in sé, senza quell’inganno, essa non potrebbe osare di scatenarsi. Il mito ci protegge dalla musica, e d’altra parte solo esso le dà la libertà suprema. In compenso la musica concede al mito, al mito tragico, come dono reciproco, un così penetrante e persuasivo significato metafisico, quale parole e immagini, senza quell’unico ausilio, non sarebbero mai in grado di raggiungere; e precisamente grazie ad esso lo spettatore tragico è preso proprio da quel sicuro presentimento di una gioia suprema, a cui conduce la vita attraverso la rovina e la negazione, tanto che gli sembra di udire l’intimo abisso delle cose parlargli chiaramente.
F. Nietzsche La nascita della tragedia

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EPILOGO

Egregi spettatori, or non siate scontenti.
Forse v’aspettavate che finisse altrimenti.
Una leggenda d’oro avevamo inventata,
ma poi, strada facendo, in male s’è cambiata.
E sgomenti vediamo a sipario caduto
Che qualunque problema è rimasto insoluto.
Per di più, siete in diritto di dirci:
«Volete che veniamo? Dovete divertirci!»
Inutile inseguire pretesti e schermi vani:
siam falliti se non battete le mani!
Forse che la paura ha spento l’inventiva?
Si è già visto altre volte. Ma un’altra via d’uscita neanche i vostri soldi han saputo ispirarla.
Deve cambiare l’uomo? O il mondo va rifatto?
Ci voglion altri Dei? O nessun Dio affatto?
Siamo annientati, a terra, e non solo per burla!
Né v’è modo d’uscir dalla distretta
se non che voi pensiate sin da stasera stessa
come a un’anima buona si può dare aiuto,
perché alla fine il giusto non sia sempre battuto.
Presto, pensate come ciò sia attuabile!
Una fine migliore ci vuole, è indispensabile!
B. Brecht L’anima buona del Sezuam

CANTO DEL GALLO DEL POSITIVISMO

Storia di un errore
1. Il modo vero, attingibile dal saggio, dal pio, dal virtuoso, - egli vive in esso, lui stesso è questo mondo.
(La forma più antica dell’idea, relativamente intelligente, semplice, persuasiva. Trascrizione della tesi “Io, Platone, sono , la verità”).
2. Il mondo vero, per il momento inattingibile, ma promesso al saggio, al pio, al virtuoso (“al peccatore che fa penitenza”).
(Progresso dell’idea: essa diventa più sottile, più capziosa, più inafferrabile – diventa donna, si cristallizza..).
3. Il mondo vero, inattingibile, indimostrabile, impromettibile, ma già in quanto pensato una consolazione, un obbligo, un imperativo.
(In fondo l’antico sole, ma attraverso nebbia e scetticismo; l’idea sublimata,pallida, nordica, königsbergica).
4. Il mondo vero – inattingibile? Comunque non raggiunto. E in quanto non raggiunto, anche sconosciuto. Di conseguenza neppure consolante, salvifico, vincolante: a che ci potrebbe vincolare qualcosa di sconosciuto?...
(Grigio mattino. Primo sbad…

CIAO CUGINO!

anche se, non lo so'
non vorrei, ma pero'
no, non credo proprio che sia cosi
'sarebbe comodo si'
ma io non sono come te
anche se, dove andro'
non sarei, o non saro'
no, questo e' un amore grande si
'vuoi che ti dica cosi'
ma io non sono come te
ciao,
sai cosa ti dico ciao
io posso stare senza te
senza piu' tanti se'
senza tanti ma perche'
senza un amore cosi'
io posso stare si...
ciao,
sai cosa vuol dire ciao
vuol dire un altra come te
e mai piu' tanti se
e mai piu' nessun perche'
ci si illude ancora sioh,
questo e' un amore grande si
vuoi che ti dica cosi'
ma io non sono come te
ciao,
in fondo basta dire che gia'
io sto' meglio senza te
senza piu' tanti se'
senza tanti ma perche'
senza un amore cosi'
io posso fare si...ciao,
sai cosa vuol dire ciao
vuol dire un'altra come te
e mai piu' tanti se'
e mai piu' nessun perche'
senza un amore cosi' io posso stare si...
ci…