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LA SOVRANITA' E' INALIENABILE


La prima e più importante conseguenza dei principi sopra stabiliti è che soltanto la volontà generale può digerire le forze dello Stato in modo conforme al fine della sua istituzione, che è il bene comune; perché, se l’opposizione degli interessi particolari ha reso necessaria la costituzione delle società, è l’accordo di quegli interessi medesimi che l’ha resa possibile. È ciò che vi è di comune in questi differenti interessi che forma il vincolo sociale; e se non vi fosse qualche punto in cui tutti gli interessi si accordano, nessuna società potrebbe esistere. Ora, è unicamente sulla base di questo comune interesse che la società deve essere governata.
Affermo dunque che la sovranità, non essendo che l’esercizio della volontà generale, non può mai essere alienata, e che il corpo sovrano, il quale è soltanto un ente collettivo, non può essere rappresentato che da se stesso: si può trasmettere il potere, ma non la volontà.
Infatti, se non è impossibile che una volontà particolare si accordi su qualche punto con la volontà generale, è impossibile però che questo accordo sia durevole e costante; perché la volontà particolare tende per sua natura alle preferenze, e la volontà generale alla uguaglianza. Più impossibile ancora è che vi sia una garanzia di questo accordo, quand’anche esso dovesse sussistere sempre; non sarebbe ciò un risultato ottenuto ad arte, ma per caso.
J. J. Rousseau Il contratto sociale
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A. Kristof, Trilogia della città di K. Il grande quaderno la prova La terza menzogna, Einaudi.