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L'ETERNO RITORNO


“Alt, nano!” dissi “O io, o tu”! Ma io sono il più forte di noi due: tu non conosci il mio pensiero abissale! Quello non potresti reggerlo!”
E allora accadde una cosa che mi fece sentire più leggero: il nano infatti mi saltò giù dalla spalla, quel curioso! E si accovacciò su di un sasso davanti a me. Ma proprio là dove c’eravamo fermati c’era un passo carraio.
“Guarda questo passo carraio! Nano!” continuai io “Ha due volti. Qui si incontrano due strade: che nessuno ha mai percorso fino alla fine.
Questo lungo vicolo va all’indietro: dura un’eternità. E quel lungo vicolo va in avanti: è un’altra eternità.
Si contraddicono queste strade; cozzano proprio testa contro testa, ed è qui, a questo passo carraio, che s’incontrano. Il nome del passo carraio sta scritto in alto: ‘Istante’.
Ma chi percorresse una di esse, sempre avanti e sempre più lontano: credi tu, o nano, che queste strade si contraddicano in eterno?”
“Tutto ciò che è diritto mente” borbottò sprezzante il nano. “ogni verità è curva, il tempo stesso è un cerchio.”
“Tu spirito di gravità” dissi io adirato “non renderti le cose troppo facili! Oppure ti lascio accovacciato dove stai, zoppo; ricordati che sono stato io a portarti su!
Guarda” continuai “questo istante! Da questo passo carraio chiamato istante parte un lungo eterno vicolo all’indietro: dietro di noi c’è un’eternità.
F. Nietzsche Così parlò Zarathustra

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EPILOGO

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