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L'ETERNO RITORNO


“Alt, nano!” dissi “O io, o tu”! Ma io sono il più forte di noi due: tu non conosci il mio pensiero abissale! Quello non potresti reggerlo!”
E allora accadde una cosa che mi fece sentire più leggero: il nano infatti mi saltò giù dalla spalla, quel curioso! E si accovacciò su di un sasso davanti a me. Ma proprio là dove c’eravamo fermati c’era un passo carraio.
“Guarda questo passo carraio! Nano!” continuai io “Ha due volti. Qui si incontrano due strade: che nessuno ha mai percorso fino alla fine.
Questo lungo vicolo va all’indietro: dura un’eternità. E quel lungo vicolo va in avanti: è un’altra eternità.
Si contraddicono queste strade; cozzano proprio testa contro testa, ed è qui, a questo passo carraio, che s’incontrano. Il nome del passo carraio sta scritto in alto: ‘Istante’.
Ma chi percorresse una di esse, sempre avanti e sempre più lontano: credi tu, o nano, che queste strade si contraddicano in eterno?”
“Tutto ciò che è diritto mente” borbottò sprezzante il nano. “ogni verità è curva, il tempo stesso è un cerchio.”
“Tu spirito di gravità” dissi io adirato “non renderti le cose troppo facili! Oppure ti lascio accovacciato dove stai, zoppo; ricordati che sono stato io a portarti su!
Guarda” continuai “questo istante! Da questo passo carraio chiamato istante parte un lungo eterno vicolo all’indietro: dietro di noi c’è un’eternità.
F. Nietzsche Così parlò Zarathustra

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EPILOGO

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CANTO DEL GALLO DEL POSITIVISMO

Storia di un errore 1. Il modo vero, attingibile dal saggio, dal pio, dal virtuoso, - egli vive in esso, lui stesso è questo mondo. (La forma più antica dell’idea, relativamente intelligente, semplice, persuasiva. Trascrizione della tesi “Io, Platone, sono , la verità”). 2. Il mondo vero, per il momento inattingibile, ma promesso al saggio, al pio, al virtuoso (“al peccatore che fa penitenza”). (Progresso dell’idea: essa diventa più sottile, più capziosa, più inafferrabile – diventa donna, si cristallizza..). 3. Il mondo vero, inattingibile, indimostrabile, impromettibile, ma già in quanto pensato una consolazione, un obbligo, un imperativo. (In fondo l’antico sole, ma attraverso nebbia e scetticismo; l’idea sublimata,pallida, nordica, königsbergica). 4. Il mondo vero – inattingibile? Comunque non raggiunto. E in quanto non raggiunto, anche sconosciuto. Di conseguenza neppure consolante, salvifico, vincolante: a che ci potrebbe vincolare qualcosa di sconosciuto?... (Grigio mattino. Pri

IL PRINCIPE

3 E per chiarire meglio questa parte dico come è grandi si debbono considerare in dua modi principalmente: o si governarono in modo, col precedente loro, che si obligano in tutto alla fortuna, o no. Quelli che si obligano e non sieno rapaci, si debbono onorare e amare; quelli che non si obligano si hanno a esaminare in dua modi: o è fanno questo per pusillaminità e difetto naturale d’animo, allora tu te ne debbi servire, massime di quelli che sono di buono consiglio perché nelle prosperità te ne onori e non hai nelle avversità a temere di loro; ma quando è non si obligano per arte e per cagione ambiziosa, è segno come e’ pensano più a sé che a te; e da quelli si debbe el principe guardare e temergli come se fussino scoperti nimici perché sempre nelle avversità aiuteranno ruinarlo. 4 Debbe pertanto, uno che diventi principe mediante el favore del populo, mantenerselo amico, il che gli fia facile non domandando lui se non di non essere oppresso. Ma uno che contro al populo diventi princi