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PSICOPATOLOGIA DELLE MASSE E ANALISI DELL'IO


Nei capitoli precedenti abbiamo preso come punto di partenza questo fatto fondamentale: che l’individuo che fa parte di un gruppo subisce, sotto la sua influenza, delle profonde trasformazioni riguardanti la sua attività psichica. La sua affettività viene straordinariamente esaltata, la sua attività intellettuale notevolmente ridotta, mentre l’esaltazione dell’una e la riduzione dell’altra si effettuano nel senso di assimilazione dell’individuo a tutti gli altri. E quest’ultimo risultato può essere ottenuto solo con la soppressione di tutti i modi di inibizione propri di ciascuno. Noi sappiamo che questi effetti, spesso poco desiderabili, possono essere neutralizzati, almeno in parte, dall’organizzazione; ma affermando questa possibilità, si lascia intatto il fatto fondamentale, cioè l’esaltazione dell’affettività e l’abbassamento del livello intellettuale degli individui che fanno parte del gruppo primitivo. Si tratta dunque di trovare la spiegazione psicologica di queste modificazioni psichiche che il gruppo imprime all’individuo.
È evidente che i fattori razionali di cui abbiamo parlato prima, cioè l’intimidazione esercitata dal gruppo sull’individuo e, di conseguenza, l’azione dell’istinto di conservazione subita da questi, non sono sufficienti a spiegare i fenomeni osservati. Tutte le spiegazioni che ci sono state proposte da autori che hanno scritto di sociologia e di psicologia collettiva si riducono, in fondo, pur sotto nomi diversi, ad una sola, a quella che si riassume nella magica parola di suggestione. È vero che il Tarde parla di imitazione, ma dobbiamo approvare quello che dice un autore, quando, criticando le sue idee, ci dimostra che l’imitazione cade sotto la categoria della suggestione ed è una conseguenza di questa.
Freud Psicopatologia delle masse e analisi dell’Io
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A. Kristof, Trilogia della città di K. Il grande quaderno la prova La terza menzogna, Einaudi.