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DIARIO DI UN SEDUTTORE


Com’è bello essere innamorati, e com’è interessante sapere di esserlo! Ecco la differenza. Io potrei impazzire al pensiero che per la seconda volta ella mi è sfuggita, e tuttavia in un certo senso un tal pensiero mi rallegra. L’immagine che serbo di lei oscilla vagamente tra la sua figura vera e quella ideale. E io lascio che questa immagine mi si mostri, sicché il suo fascino consiste appunto nella possibilità che essa ha di essere la realtà stessa oppure dalla realtà cagionata. Io non provo nessuna impazienza, considerato che ella deve abitare qui in città, e per il momento ciò mi basta. Questa possibilità è condizione perché la sua immagine, quella vera, possa mostrarsi: ogni cosa va goduta a suo tempo. E non dovrei rimanere tranquillo, io che posso considerarmi nella grazia degli dei, visto che mi toccò in sorte la rara felicità di innamorarmi di nuovo? Questo è già qualcosa, quale nessuna arte e nessuno studio possono procacciare; è insomma un dono. Ma se m’è stato concesso di poter di nuovo nutrire un amore, vorrò dunque vedere fino a qual punto una tale fiamma si lascerà alimentare. Io nutro questo amore come mai nutrii il primo. Siamo tanto poveri di occasioni favorevoli che quando una si mostra conviene in realtà approfittarne, visto che purtroppo non c’è nessuna arte nel sedurre una fanciulla, ma è solo fortuna trovarne una degna di essere sedotta.
S. Kierkegaard Diario di un seduttore

Commenti

Buona domenica, Elena...
attenta ai seduttori, quindi...
Naturalmente sto scherzando.

ps

ho visitato il post della Maya Desnuda e lasciato un pensiero
Trutzy ha detto…
Buona domenica e grazie per il consiglio!
Anonimo ha detto…
seduttori? neanche loro sono più quelli di una volta

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EPILOGO

Egregi spettatori, or non siate scontenti.
Forse v’aspettavate che finisse altrimenti.
Una leggenda d’oro avevamo inventata,
ma poi, strada facendo, in male s’è cambiata.
E sgomenti vediamo a sipario caduto
Che qualunque problema è rimasto insoluto.
Per di più, siete in diritto di dirci:
«Volete che veniamo? Dovete divertirci!»
Inutile inseguire pretesti e schermi vani:
siam falliti se non battete le mani!
Forse che la paura ha spento l’inventiva?
Si è già visto altre volte. Ma un’altra via d’uscita neanche i vostri soldi han saputo ispirarla.
Deve cambiare l’uomo? O il mondo va rifatto?
Ci voglion altri Dei? O nessun Dio affatto?
Siamo annientati, a terra, e non solo per burla!
Né v’è modo d’uscir dalla distretta
se non che voi pensiate sin da stasera stessa
come a un’anima buona si può dare aiuto,
perché alla fine il giusto non sia sempre battuto.
Presto, pensate come ciò sia attuabile!
Una fine migliore ci vuole, è indispensabile!
B. Brecht L’anima buona del Sezuam

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