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FEYERABEND


La metodologia dei programmi di ricerca fornisce standard che aiutano lo scienziato a valutare la situazione storica nella quale egli prende le sue decisioni; essa non contiene regole che gli dicano che cosa fare. La metodologia dei programmi di ricerca differisce radicalmente dall’induttivismo, dal falsificazionismo e da altre filosofie ancor più paternalistiche. L’induttivismo richiede l’abolizione delle teorie prive di un sostegno empirico. Il falsificazionismo chiede l’abolizione di teorie che non abbiano un contenuto empirico in eccesso rispetto alle teorie anteriori. Tutti chiedono che le teorie incoerenti, o le teorie dotate di un basso contenuto empirico, vengano abolite. La metodologia dei programmi di ricerca né contiene tali richieste né può contenerle, come abbiamo visto. La sua base logica e gli argomenti che stabilivano il bisogno di standard più liberali rendono impossibile specificare condizioni in cui un programma di ricerca deve essere abbandonato, o le circostanze nelle quali diventa irrazionale continuare a sostenerlo. Qualsiasi scelta dello scienziato è razionale, essendo compatibile con gli standard. La “ragione” non influisce più sulle azioni degli scienziati.
Mi sia consentito di ripetere i passi che mi hanno condotto a questo sorprendente risultato. Il primo passo è la definizione della ragione (la ”teoria della razionalità”) che è accettata da Lakatos. Essa è contenuta nei suoi standard per la valutazione comparativa di programmi di ricerca. Il secondo passo è l’osservazione che gli standard, considerati a sé, non hanno alcuna forza euristica. La ragione, qual è definita da Lakatos, non guida direttamente le azioni dello scienziato. Data questa ragione e nient’altro, “tutto funziona”. Ne segue che non esiste alcuna differenza descrivibile “razionalmente” fra Lakatos e me, sempre prendendo gli standard di Lakatos come misura di ragione.
P. K. Feyerabend Contro il metodo

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EPILOGO

Egregi spettatori, or non siate scontenti.
Forse v’aspettavate che finisse altrimenti.
Una leggenda d’oro avevamo inventata,
ma poi, strada facendo, in male s’è cambiata.
E sgomenti vediamo a sipario caduto
Che qualunque problema è rimasto insoluto.
Per di più, siete in diritto di dirci:
«Volete che veniamo? Dovete divertirci!»
Inutile inseguire pretesti e schermi vani:
siam falliti se non battete le mani!
Forse che la paura ha spento l’inventiva?
Si è già visto altre volte. Ma un’altra via d’uscita neanche i vostri soldi han saputo ispirarla.
Deve cambiare l’uomo? O il mondo va rifatto?
Ci voglion altri Dei? O nessun Dio affatto?
Siamo annientati, a terra, e non solo per burla!
Né v’è modo d’uscir dalla distretta
se non che voi pensiate sin da stasera stessa
come a un’anima buona si può dare aiuto,
perché alla fine il giusto non sia sempre battuto.
Presto, pensate come ciò sia attuabile!
Una fine migliore ci vuole, è indispensabile!
B. Brecht L’anima buona del Sezuam

CANTO DEL GALLO DEL POSITIVISMO

Storia di un errore
1. Il modo vero, attingibile dal saggio, dal pio, dal virtuoso, - egli vive in esso, lui stesso è questo mondo.
(La forma più antica dell’idea, relativamente intelligente, semplice, persuasiva. Trascrizione della tesi “Io, Platone, sono , la verità”).
2. Il mondo vero, per il momento inattingibile, ma promesso al saggio, al pio, al virtuoso (“al peccatore che fa penitenza”).
(Progresso dell’idea: essa diventa più sottile, più capziosa, più inafferrabile – diventa donna, si cristallizza..).
3. Il mondo vero, inattingibile, indimostrabile, impromettibile, ma già in quanto pensato una consolazione, un obbligo, un imperativo.
(In fondo l’antico sole, ma attraverso nebbia e scetticismo; l’idea sublimata,pallida, nordica, königsbergica).
4. Il mondo vero – inattingibile? Comunque non raggiunto. E in quanto non raggiunto, anche sconosciuto. Di conseguenza neppure consolante, salvifico, vincolante: a che ci potrebbe vincolare qualcosa di sconosciuto?...
(Grigio mattino. Primo sbad…

CIAO CUGINO!

anche se, non lo so'
non vorrei, ma pero'
no, non credo proprio che sia cosi
'sarebbe comodo si'
ma io non sono come te
anche se, dove andro'
non sarei, o non saro'
no, questo e' un amore grande si
'vuoi che ti dica cosi'
ma io non sono come te
ciao,
sai cosa ti dico ciao
io posso stare senza te
senza piu' tanti se'
senza tanti ma perche'
senza un amore cosi'
io posso stare si...
ciao,
sai cosa vuol dire ciao
vuol dire un altra come te
e mai piu' tanti se
e mai piu' nessun perche'
ci si illude ancora sioh,
questo e' un amore grande si
vuoi che ti dica cosi'
ma io non sono come te
ciao,
in fondo basta dire che gia'
io sto' meglio senza te
senza piu' tanti se'
senza tanti ma perche'
senza un amore cosi'
io posso fare si...ciao,
sai cosa vuol dire ciao
vuol dire un'altra come te
e mai piu' tanti se'
e mai piu' nessun perche'
senza un amore cosi' io posso stare si...
ci…