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VISUALIZZAZIONI BLOG

LO SPIRITUALE NELL'ASTRATTO


Credo che la filosofia dell’arte, oltre all’Essere delle cose, ne studierà anche lo Spirito con un’attenzione particolare. Sarà allora creata l’atmosfera che permetterà all’umanità di percepire questo spirito delle cose, di gustarlo inconsciamente, così come percepisce oggi la loro apparenza esteriore – e questo spiega il gusto del pubblico per la pittura figurativa. È attraverso questa via che diverrà evidente alla totalità degli uomini la presenza dello spirituale nel materiale, poi la presenza dello spirituale nell’astratto. E da questa nuova facoltà, che è una testimonianza dello spirito, nascerà la gioia dell’arte astratta pura. Il mio libro Lo spirituale dell’arte e anche Il Cavaliere Azzurro avevano come scopo principale di svegliare questa capacità di vivere lo spirituale nel materiale come nelle cose astratte. Il desiderio di far scaturire negli uomini, che ancora non la possiedono, questa felice facoltà è stato il fine ultimo delle due pubblicazioni menzionate….

Il dovere di sviluppare questa facoltà di vivere lo spirituale nel materiale è forse ancora oggi prematuro e si porrà agli artisti come prossima tappa, la più importante, la più necessaria nello sviluppo futuro dell’arte. Per gli spiriti saldi che hanno già forti radici non c’è e non ci sarà più nulla di pericoloso nell’arte, neppure il tanto temuto lavoro dell’intelligenza e della ragione....
Posso giudicarmi severamente su molti punti. Ma c’è una cosa cui sono sempre rimasto fedele: la voce interiore che ha determinato i miei fini nell’arte e che spero di seguire sino all’ultimo respiro.
Wassily Kandinsky Sguardi sul passato





















































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EPILOGO

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CANTO DEL GALLO DEL POSITIVISMO

Storia di un errore 1. Il modo vero, attingibile dal saggio, dal pio, dal virtuoso, - egli vive in esso, lui stesso è questo mondo. (La forma più antica dell’idea, relativamente intelligente, semplice, persuasiva. Trascrizione della tesi “Io, Platone, sono , la verità”). 2. Il mondo vero, per il momento inattingibile, ma promesso al saggio, al pio, al virtuoso (“al peccatore che fa penitenza”). (Progresso dell’idea: essa diventa più sottile, più capziosa, più inafferrabile – diventa donna, si cristallizza..). 3. Il mondo vero, inattingibile, indimostrabile, impromettibile, ma già in quanto pensato una consolazione, un obbligo, un imperativo. (In fondo l’antico sole, ma attraverso nebbia e scetticismo; l’idea sublimata,pallida, nordica, königsbergica). 4. Il mondo vero – inattingibile? Comunque non raggiunto. E in quanto non raggiunto, anche sconosciuto. Di conseguenza neppure consolante, salvifico, vincolante: a che ci potrebbe vincolare qualcosa di sconosciuto?... (Grigio mattino. Pri

UNIVERSO CONCENTRAZIONARIO

Da tale premessa si ricava il carattere principale dell’universo concentrazionario, il quale non è una istituzione penale, creata per la punizione e repressione di delitti e crimini, ma piuttosto una struttura politica di sradicamento del tessuto sociale mediante lo strappo e la cancellazione dalla società di interi settori e gruppi. A ciò si perviene, in primo luogo, attraverso la deportazione in massa e l’internamento di intere minoranze etniche e, inoltre, mediante l’internamento di categorie produttive (ad esempio, i coltivatori in proprio) e professionali (ad esempio, ingegneri, avvocati, militari, medici). In secondo luogo, uno stato complessivo di sradicamento sociale deriva dal trattamento riservato nei campi ai prigionieri. È chiaro che le esecuzioni in massa – nelle camere a gas o per fucilazione o colpo alla nuca o nei forni crematori – cancellano di per sé centinaia di migliaia di persone, e che altre masse umane periscono nei campi per stenti, maltrattamenti, torture. Ma p