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VISUALIZZAZIONI BLOG

LO SPIRITUALE NELL'ASTRATTO


Credo che la filosofia dell’arte, oltre all’Essere delle cose, ne studierà anche lo Spirito con un’attenzione particolare. Sarà allora creata l’atmosfera che permetterà all’umanità di percepire questo spirito delle cose, di gustarlo inconsciamente, così come percepisce oggi la loro apparenza esteriore – e questo spiega il gusto del pubblico per la pittura figurativa. È attraverso questa via che diverrà evidente alla totalità degli uomini la presenza dello spirituale nel materiale, poi la presenza dello spirituale nell’astratto. E da questa nuova facoltà, che è una testimonianza dello spirito, nascerà la gioia dell’arte astratta pura. Il mio libro Lo spirituale dell’arte e anche Il Cavaliere Azzurro avevano come scopo principale di svegliare questa capacità di vivere lo spirituale nel materiale come nelle cose astratte. Il desiderio di far scaturire negli uomini, che ancora non la possiedono, questa felice facoltà è stato il fine ultimo delle due pubblicazioni menzionate….

Il dovere di sviluppare questa facoltà di vivere lo spirituale nel materiale è forse ancora oggi prematuro e si porrà agli artisti come prossima tappa, la più importante, la più necessaria nello sviluppo futuro dell’arte. Per gli spiriti saldi che hanno già forti radici non c’è e non ci sarà più nulla di pericoloso nell’arte, neppure il tanto temuto lavoro dell’intelligenza e della ragione....
Posso giudicarmi severamente su molti punti. Ma c’è una cosa cui sono sempre rimasto fedele: la voce interiore che ha determinato i miei fini nell’arte e che spero di seguire sino all’ultimo respiro.
Wassily Kandinsky Sguardi sul passato





















































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EPILOGO

Egregi spettatori, or non siate scontenti. Forse v’aspettavate che finisse altrimenti. Una leggenda d’oro avevamo inventata, ma poi, strada facendo, in male s’è cambiata. E sgomenti vediamo a sipario caduto Che qualunque problema è rimasto insoluto. Per di più, siete in diritto di dirci: «Volete che veniamo? Dovete divertirci!» Inutile inseguire pretesti e schermi vani: siam falliti se non battete le mani! Forse che la paura ha spento l’inventiva? Si è già visto altre volte. Ma un’altra via d’uscita neanche i vostri soldi han saputo ispirarla. Deve cambiare l’uomo? O il mondo va rifatto? Ci voglion altri Dei? O nessun Dio affatto? Siamo annientati, a terra, e non solo per burla! Né v’è modo d’uscir dalla distretta se non che voi pensiate sin da stasera stessa come a un’anima buona si può dare aiuto, perché alla fine il giusto non sia sempre battuto. Presto, pensate come ciò sia attuabile! Una fine migliore ci vuole, è indispensabile! B. Brecht L’anima buona del Sezuan

CANTO DEL GALLO DEL POSITIVISMO

Storia di un errore 1. Il modo vero, attingibile dal saggio, dal pio, dal virtuoso, - egli vive in esso, lui stesso è questo mondo. (La forma più antica dell’idea, relativamente intelligente, semplice, persuasiva. Trascrizione della tesi “Io, Platone, sono , la verità”). 2. Il mondo vero, per il momento inattingibile, ma promesso al saggio, al pio, al virtuoso (“al peccatore che fa penitenza”). (Progresso dell’idea: essa diventa più sottile, più capziosa, più inafferrabile – diventa donna, si cristallizza..). 3. Il mondo vero, inattingibile, indimostrabile, impromettibile, ma già in quanto pensato una consolazione, un obbligo, un imperativo. (In fondo l’antico sole, ma attraverso nebbia e scetticismo; l’idea sublimata,pallida, nordica, königsbergica). 4. Il mondo vero – inattingibile? Comunque non raggiunto. E in quanto non raggiunto, anche sconosciuto. Di conseguenza neppure consolante, salvifico, vincolante: a che ci potrebbe vincolare qualcosa di sconosciuto?... (Grigio mattino. Pri

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