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CIO' CHE DICE L'ESSERE


Diversi sono i sogni – oneiroi – la cui natura e funzione Artemidoro individua facilmente nelle tre “etimologie” che egli stesso avanza. L’oneiros, è ciò che to on eirei, “ciò che dice l’essere”; e dice ciò che è già iscritto nello svolgersi del tempo, e si produrrà come evento in un avvenire più o meno ravvicinato. Ed è anche ciò che agisce sull’anima e lo sollecita – oreinei; il sogno modifica l’anima, la foggia, la plasma; le dà una determinata disposizione e provoca in essa moti che corrispondono a quanto le viene mostrato. Si riconosce inoltre nella parola oneiros il nome del mendicante di Itaca, Iro, che “andava ad annunciare messaggi quando lo mandavano”. Enupnion e oneiros si contrappongono dunque etimologicamente; il primo parla dell’individuo, il secondo degli eventi esterni; uno deriva da determinati stati fisici o psichici, l’altro fa segno all’anima e al tempo stesso la condiziona. Da un lato, le visioni oniriche del desiderio traducono la realtà dell’anima in quel preciso momento; dall’altro, i sogni dell’essere esprimono l’evento a venire nell’ordine del mondo.
Michel Foucault La cura di sé

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EPILOGO

Egregi spettatori, or non siate scontenti. Forse v’aspettavate che finisse altrimenti. Una leggenda d’oro avevamo inventata, ma poi, strada facendo, in male s’è cambiata. E sgomenti vediamo a sipario caduto Che qualunque problema è rimasto insoluto. Per di più, siete in diritto di dirci: «Volete che veniamo? Dovete divertirci!» Inutile inseguire pretesti e schermi vani: siam falliti se non battete le mani! Forse che la paura ha spento l’inventiva? Si è già visto altre volte. Ma un’altra via d’uscita neanche i vostri soldi han saputo ispirarla. Deve cambiare l’uomo? O il mondo va rifatto? Ci voglion altri Dei? O nessun Dio affatto? Siamo annientati, a terra, e non solo per burla! Né v’è modo d’uscir dalla distretta se non che voi pensiate sin da stasera stessa come a un’anima buona si può dare aiuto, perché alla fine il giusto non sia sempre battuto. Presto, pensate come ciò sia attuabile! Una fine migliore ci vuole, è indispensabile! B. Brecht L’anima buona del Sezuan

CANTO DEL GALLO DEL POSITIVISMO

Storia di un errore 1. Il modo vero, attingibile dal saggio, dal pio, dal virtuoso, - egli vive in esso, lui stesso è questo mondo. (La forma più antica dell’idea, relativamente intelligente, semplice, persuasiva. Trascrizione della tesi “Io, Platone, sono , la verità”). 2. Il mondo vero, per il momento inattingibile, ma promesso al saggio, al pio, al virtuoso (“al peccatore che fa penitenza”). (Progresso dell’idea: essa diventa più sottile, più capziosa, più inafferrabile – diventa donna, si cristallizza..). 3. Il mondo vero, inattingibile, indimostrabile, impromettibile, ma già in quanto pensato una consolazione, un obbligo, un imperativo. (In fondo l’antico sole, ma attraverso nebbia e scetticismo; l’idea sublimata,pallida, nordica, königsbergica). 4. Il mondo vero – inattingibile? Comunque non raggiunto. E in quanto non raggiunto, anche sconosciuto. Di conseguenza neppure consolante, salvifico, vincolante: a che ci potrebbe vincolare qualcosa di sconosciuto?... (Grigio mattino. Pri

OSSERVATA UNA NEVICATA SU MARTE

È possibile che una volta l'acqua sia stata comune su Marte: a testimoniarlo è la neve osservata dalla sonda Phoenix, inviata dalla Nasa. Il Pianeta Rosso non è però diventato bianco: la neve non si è nemmeno trasformata in pioggia, ma anzi si è vaporizzata senza raggiungere il terreno. L'osservazione è comunque importante: "Non si è mai visto nulla del genere su Marte" ha spiegato Jim Whiteway, della York University di Toronto. Sembra inoltre che Phoenix abbia trovato tracce di carbonato di calcio e argilla nelle vicinanze del polo nord marziano; ciò - ha chiarito William Boynton, dell'Università dell'Arizona - starebbe a indicare una passata interazione del terreno con l'acqua. [ZEUS News - www.zeusnews.it - 01-10-2008]