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ESISTERE NELL'ASSENZA DI NOMI


L’ente in quanto reale lo incontriamo non solo agendo-calcolando, ma anche facendo scienza e filosofia con le spiegazioni e le fondazioni. Di queste ultime fa parte anche l’assicurazione che qualcosa è inspiegabile. Con simili asserzioni crediamo di stare dinanzi al mistero, come se fosse pacifico che la verità dell’essere possa essere fatta poggiare su cause e ragioni esplicative o, che è lo stesso, sulla sua inafferrabilità.
Ma se l’uomo ancora una volta deve ritrovare la vicinanza dell’essere, deve prima imparare a esistere nell’assenza dei nomi. Egli deve riconoscere allo stesso modo sia la seduzione della pubblicità, sia l’impotenza della condizione privata. Prima di parlare, l’uomo deve anzitutto lasciarsi reclamare dall’essere, col pericolo che, sottoposto a questo reclamo, abbia poco o raramente qualcosa da dire. Solo così viene ridonata alla parola la ricchezza preziosa della sua essenza, e all’uomo la dimora per abitare nella verità dell’essere.
Martin Heidegger Lettera sull’«umanismo»

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EPILOGO

Egregi spettatori, or non siate scontenti. Forse v’aspettavate che finisse altrimenti. Una leggenda d’oro avevamo inventata, ma poi, strada facendo, in male s’è cambiata. E sgomenti vediamo a sipario caduto Che qualunque problema è rimasto insoluto. Per di più, siete in diritto di dirci: «Volete che veniamo? Dovete divertirci!» Inutile inseguire pretesti e schermi vani: siam falliti se non battete le mani! Forse che la paura ha spento l’inventiva? Si è già visto altre volte. Ma un’altra via d’uscita neanche i vostri soldi han saputo ispirarla. Deve cambiare l’uomo? O il mondo va rifatto? Ci voglion altri Dei? O nessun Dio affatto? Siamo annientati, a terra, e non solo per burla! Né v’è modo d’uscir dalla distretta se non che voi pensiate sin da stasera stessa come a un’anima buona si può dare aiuto, perché alla fine il giusto non sia sempre battuto. Presto, pensate come ciò sia attuabile! Una fine migliore ci vuole, è indispensabile! B. Brecht L’anima buona del Sezuan

CANTO DEL GALLO DEL POSITIVISMO

Storia di un errore 1. Il modo vero, attingibile dal saggio, dal pio, dal virtuoso, - egli vive in esso, lui stesso è questo mondo. (La forma più antica dell’idea, relativamente intelligente, semplice, persuasiva. Trascrizione della tesi “Io, Platone, sono , la verità”). 2. Il mondo vero, per il momento inattingibile, ma promesso al saggio, al pio, al virtuoso (“al peccatore che fa penitenza”). (Progresso dell’idea: essa diventa più sottile, più capziosa, più inafferrabile – diventa donna, si cristallizza..). 3. Il mondo vero, inattingibile, indimostrabile, impromettibile, ma già in quanto pensato una consolazione, un obbligo, un imperativo. (In fondo l’antico sole, ma attraverso nebbia e scetticismo; l’idea sublimata,pallida, nordica, königsbergica). 4. Il mondo vero – inattingibile? Comunque non raggiunto. E in quanto non raggiunto, anche sconosciuto. Di conseguenza neppure consolante, salvifico, vincolante: a che ci potrebbe vincolare qualcosa di sconosciuto?... (Grigio mattino. Pri

OSSERVATA UNA NEVICATA SU MARTE

È possibile che una volta l'acqua sia stata comune su Marte: a testimoniarlo è la neve osservata dalla sonda Phoenix, inviata dalla Nasa. Il Pianeta Rosso non è però diventato bianco: la neve non si è nemmeno trasformata in pioggia, ma anzi si è vaporizzata senza raggiungere il terreno. L'osservazione è comunque importante: "Non si è mai visto nulla del genere su Marte" ha spiegato Jim Whiteway, della York University di Toronto. Sembra inoltre che Phoenix abbia trovato tracce di carbonato di calcio e argilla nelle vicinanze del polo nord marziano; ciò - ha chiarito William Boynton, dell'Università dell'Arizona - starebbe a indicare una passata interazione del terreno con l'acqua. [ZEUS News - www.zeusnews.it - 01-10-2008]