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ELISABETTA AMALFITANO: IL PENSIERO PER IMMAGINI


Cinema e filosofia sono per me due modi di rapportarsi al mondo che vanno strettamente uniti, come a dire che l’immagine è pensiero e il pensiero si esprime anche mediante immagini.
Mi piace allora riportare le parole non di un filosofo, ma di un grandissimo regista, Michelangelo Antonioni quando afferma, nel suo film Al di là delle nuvole: «Non crediate che voglia fare filosofia, al contrario sono un uomo visceralmente legato alle immagini», perché mi piacerebbe ancora di più, alla fine di questo mio intervento, poter concludere dicendo: «Faccio filosofia quindi sono una donna visceralmente legata alle immagini». Antonioni si muove all’interno di quella scissione che da sempre la filosofia e i filosofi hanno segnato fra se stessi e l’immagine (artistica, onirica) decretando come pensiero vero soltanto quello razionale. Certo filosofi come Leonardo e poi Giordano Bruno avevano colto ampiamente l’importanza del pensiero per immagini. Non a caso una sola frase di Leonardo ci dice già molto di più delle più aggiornate e sottili indagini filosofiche: «Infinite cose farà il pittore, che le parole non potranno nominare».
Elisabetta Amalfitano Il pensiero per immagini
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