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Dio, nascosto e presente. In Rousseau, la vita, il pensiero, i testi esemplari di C. Salomon - Bayet


Profondamente ottimista, la coscienza roussoviana della Provvidenza non si coglie però senza un
elemento tragico, senza una tensione, talvolta sostenuta
fino al delirio tra il Dio che non parla e l'uomo per il
quale tutto è segno – se coscienza tragica è quella per
cui «valore autentico è sinonimo di totalità e,
inversamente, qualsiasi tentativo di compromesso
s'identifica col supremo decadimento». Ci basterà
ricordare due frasi della medesima pagina di una lettera
a Franquières: «Credo tuttavia che Dio si sia
suficientemente rivelato agli uomini tramite le sue
opere come nei loro cuori, e se alcuni non lo
conoscono, ciò dipende a mio giudizio dal fatto che non
vogliono conoscerlo, e dal fatto che non ne hanno
bisogno.». È l'enumerazione tecnica e concisa delle due
prove dell'esistenza di Dio, l'ordine dell'universo e il
dettame della coscienza. «Allora, colto da timore, si arresta e non tocca il velo, pago di sapere che l'essere
immenso è al di sopra»: Dio è tanto più presente quanto più resta velato. Ma Rousseau si impunta sul problema con un accanimento metodico a lui poco abituale: vuole edificare un sistema sviluppandone i principi come farà per il diditto politico. E l'esposizione di questo sistema è contenuta in un solo testo e che pure è soltanto un frammento dell'Emilio, La professione di fede del vicari savoiardo.
Dio è inconcepibile , e la tematica di roussoviana è condannata a costruire su un'incognita. Ma se Dio è l'essere inconcepibile noi lo concepiamo attraverso le sue opere. Dio è contemporaneamente l'ordinatore dell'universo e il dio di un ordine morale universale.
Rousseau, la vita, il pensiero, i testi esemplari di Claire Salomon- Bayet
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