Passa ai contenuti principali

VISUALIZZAZIONI BLOG

PAUL RICOEUR: UNA ARCHEOLOGIA DEL SOGGETTO

Questo capitolo si propone di portare i risultati della precedente discussione epistemologica al livello della discussione filosofica. Sia chiaro che la nostra impresa rientra unicamente nel campo della responsabilità filosofica e non impegna affatto lo psicoanalista in quanto tale. Per costui, la teoria psicoanalitica si comprende bastevolmente in ragione del suo duplice rapporto con il metodo di indagine da una parte, e con la tecnica terapeutica dall’altra. Ma questa comprensione «bastevole» - nel senso in cui Platone, in un importante testo metodologico, afferma che la spiegazione dei geometri si ferma a «qualcosa di bastevole» … che non basta al filosofo – non comprende se stessa. Se, come abbiamo asserito nella Problematica, l’Io penso, io sono è il fondamento riflessivo di ogni proposizione sull’uomo, il problema è di sapere in qual modo il discorso misto di Freud si iscrive in una filosofia che sia deliberatamente riflessiva.
Nella misura in cui abbiamo resistito a tutte le riduzioni psicologizzanti o idealisticheggianti della psicoanalisi e abbiamo ammesso l’irriducibilità degli aspetti più realistici e naturalistici della teoria, non abbiamo certo reso più facile la soluzione del problema. L’idea direttrice che mi guida è questa: il luogo filosofico del discorso analitico è definito dal concetto di archeologia del soggetto. Ma fino a questo momento il concetto è rimasto verbale. Come dargli un senso? Questo concetto non è un concetto di Freud e da parte nostra non pensiamo affatto a imporlo di forza alla lettura di Freud o a trovarlo con scaltrezza nella sua opera. È un concetto formato da me allo scopo di comprendere me stesso leggendo Freud. Ribadisco il carattere proprio di questa operazione costitutiva che non confondo con la precedente discussione metodologica, che restava al livello bastevole dei concetti non ancora fondati.
I momenti della riflessione saranno i seguenti:
1. Innanzitutto bisogna rendere manifesto il fatto che è nella riflessione e per la riflessione che la psicoanalisi è una archeologia: una archeologia del soggetto. Ma di quale soggetto? Che cosa deve essere il soggetto della riflessione per essere pure quello della psicoanalisi?
2. Questa doppia rettifica della questione del soggetto ci consentirà di assegnare infine un luogo filosofico a tutta la precedente discussione filosofica, e di ricollocare il paradosso di metodo del primo capitolo nel campo della riflessione. Con questo paragrafo si chiuderà per noi la parte epistemologica del freudismo.
3. Volgeremo quindi la nostra attenzione verso le stesse tesi freudiane ed elaboreremo il concetto di archeologia entro i limiti di una filosofia della riflessione. Non pretendiamo di comprendervi ogni intelligenza del freudismo. Il seguito del presente libro dimostrerà a sufficienza che l’intelligenza del freudismo richiede una ulteriore progressione del pensiero.
Paul Ricoeur Della interpretazione
Posta un commento

Post popolari in questo blog

LA DONNA ETRUSCA

Le donne etrusche non soltanto godevano di maggior libertà delle romane nella vita privata, ma esercitavano nella società civile un ruolo preponderante, al quale le matrone della Roma antica non potevano aspirare, malgrado l'autorità ben meritata per le loro virtù. Ciò risulta in modo perspicuo dal personaggio Tanaquilla, quale Tito Livio lo descrisse non senza stupore, e nella parte assunta da questa donna straordinaria nell'elevazione del marito Tarquinio Prisco, a re di Roma.[...] Non c'era alcunché di più solenne e nel medesimo tempo di più normale dell'arrivo di questa famigliola di ricchi emigranti, il futuro Tarquinio e la moglie Tanaquilla, quando su un carro [...] sul quale erano accatastati i loro  mobili, giunsero un giorno in vista di Roma. Dopo aver viaggiato lungo quella che sarebbe stata la via Aurelia, dalla sommità del Gianicolo, i due coniugi scoprirono. distesa in un'ansa del Tevere, una Roma primitiva, con le sue capanne di contadini e di pasto…

VILLA CONTARINI (PIAZZOLA SUL BRENTA PD)

Con gli affreschi di Michele Primon.

Platone: Critone

Leggi: [...] Dunque Socrate, ubbidendo a noi, tue nutrici, non stimare i figli, la vita, né alcuna altra cosa più della giustizia, sì che tu, giunto nell'Ade, possa difenderti in tutte queste cose di fronte a coloro che comandano là. Perché né qui sembra che, agendo in questo modo, sia la cosa  migliore, più giusta e più santa per te e per qualcuno dei tuoi cari, e neanche una volta giunto laggiù sarà  meglio per te. Ora tu ti allontani dalla vita avendo subito un'ingiustizia, se decidi di morire, non da parte di noi Leggi, ma da parte di uomini. Se invece fuggi di qui  così vergognosamente ricambiando con un'ingiustizia e con un male un male, passando sopra alle intese e ai patti che avevi con noi e facendo del male a coloro cui meno si dovrebbe, cioè a te stesso, agli amici, alla Patria e a noi, ti saremo ostili finché vivrai e le nostre sorelle, le Leggi dell'Ade, non ti accoglieranno benevolmente sapendo che hai tentato di trarci in rovina per la tua parte. No abbi…