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IL PRINCIPE


3 E per chiarire meglio questa parte dico come è grandi si debbono considerare in dua modi principalmente: o si governarono in modo, col precedente loro, che si obligano in tutto alla fortuna, o no. Quelli che si obligano e non sieno rapaci, si debbono onorare e amare; quelli che non si obligano si hanno a esaminare in dua modi: o è fanno questo per pusillaminità e difetto naturale d’animo, allora tu te ne debbi servire, massime di quelli che sono di buono consiglio perché nelle prosperità te ne onori e non hai nelle avversità a temere di loro; ma quando è non si obligano per arte e per cagione ambiziosa, è segno come e’ pensano più a sé che a te; e da quelli si debbe el principe guardare e temergli come se fussino scoperti nimici perché sempre nelle avversità aiuteranno ruinarlo.
4 Debbe pertanto, uno che diventi principe mediante el favore del populo, mantenerselo amico, il che gli fia facile non domandando lui se non di non essere oppresso. Ma uno che contro al populo diventi principe con il favore de’ grandi, debbe innanzi a ogni altra cosa cercare di guadagnarsi el populo, il che gli fia facile quando pigli la protezione sua. E perché li uomini, quando hanno bene da chi credevano aver male, si obligano più al benefattore loro, diventa el populo subito più suo benivolo che s’e’ si fussi condotto al principato con e’ favori sua. E puosselo guadagnare el principe in molti modi, e’ quali perché variano secondo el subietto, non se ne può dare certa regula e però si lasceranno indietro. Concluderò solo che a uno principe è necessario avere il populo amico altrimenti non ha, nelle avversità, remedio. Nabide, principe delli spartani, sostenne la ossidione di tutta la Grecia e di uno esercito romano vittoriosissimo e difese contro a quelli la patria sua e il suo stato e gli bastò solo, sopravvenendo el periculo, assicurarsi di pochi; che se gli avessi avuto el populo inimico, questo non li bastava.
N. Machiavelli Il principe
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