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WINNICOTT INCONTRA FREUD


È piuttosto interessante il fatto che Winnicott ci racconti che scoprì Freud perché “non riusciva più a ricordare i sogni”. Se è vero, come apprendiamo da Roazen, che questo problema gli si presentò quando aveva 9 anni, allora dovremmo inferire che Donald già da tempo osservava attentamente la sua vita mentale e dava per scontato il fatto che i sogni si dovessero ricordare, tanto che perdere l’accesso a questo materiale costituiva per lui una specie di sintomo. Fu questo il vero evento che lo portò alla psicanalisi, o il fatto che non riuscisse più a ricordare i propri sogni era semplicemente ciò che attirò la sua attenzione, mentre qualche altro sintomo più profondo, qualche altro accesso perduto, gli creava problemi più gravi?
È possibile che la vita onirica rappresentasse per Winnicott il contatto con la madre, e che alla base della sua incapacità di ricordare i sogni ci fosse la sua rabbia verso di lei. Ciò che riempiva il suo mondo interno, la riserva da cui attingeva il materiale per i suoi sogni, era il sostituto di quello che aveva preso dalla madre. Poteva dunque vivere come una persona che odia le proprie risorse interiori, ma allo stesso tempo resta in contatto con esse? Poteva al tempo stesso odiare e amare, prima sua madre e poi la sua donna, la sua compagna?
F. Robert Rodman Winnicott vita e opere
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